In Congo, nel centro dell’Africa, un intero popolo cerca aiuto e sostegno per uscire dalla condizione disumana nella quale giace e noi possiamo tendere una mano.


Confinante con il Rwanda, sulle sponde del lago Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, l’Arcidiocesi di Bukavu ha un territorio suddiviso in 37 parrocchie, una superficie di 8.815 km2, pari a circa un terzo della Lombardia, e una popolazione stimata in circa due milioni di abitanti.

 

La città di Bukavu si raggiunge in auto e via nave venendo dalla città di Goma, nel nord-est del Paese. In città non mancano l’elettricità e l’acqua  ma sono scarse e nei paesi situati lontano dalla città le difficoltà aumentano.

Le linee telefoniche non ci sono per i telefoni fissi e per questo tutti usano i telefoni cellulari.


A causa della guerra che insanguina il Paese, il futuro dei bambini è sempre più incerto e l’analfabetismo colpisce duramente. Si stima che  solo il 40% dei ragazzi ed il 25% delle ragazze frequenti regolarmente la scuola. Molti sono abbandonati a se stessi ed alcuni vengono arruolati dai guerriglieri.


La povertà è un grande problema. Le famiglie vivono con meno di un dollaro al giorno e vengono sempre numerose con tanti figli da nutrire e da scolarizzare. 

 

La politica del Paese non favorisce la scolarizzazione di base e la sua qualità, così i genitori sono obbligati a pagare un supplemento, spesso elevato, per il pagamento degli stipendi degli insegnanti e l’acquisto del materiale didattico, assicurando un insegnamento adeguato ai propri figli.

 

A Bukavu il diritto all'istruzione è un problema di mezzi, di sostentamento.


All’interno dell'Associazione “Amici Sostenitori dei Bambini di Don Crispino”. è nato il “Progetto Congo” che intende creare un legame tra l'Arcidiocesi di Bukavu ed il popolo italiano.

Questo progetto ha avuto inizio a Castelseprio (VA) nel 2008 con le prime offerte che alcune famiglie hanno donato a Don Crispino Bunyakiri.

 

Nel periodo della guerra e con l’ondata di profughi rwandesi riversatasi sul territorio dal 1994 la popolazione ha molto sofferto; tante strutture sono state distrutte o saccheggiate, soprattutto le scuole che accoglievano i profughi e a volte, anche i soldati.


L’arcidiocesi ha in gestione l'80% delle scuole e degli ambulatori medici ma questi non funzionano bene per  la carenza di medicinali e di macchinari. Immaginate che, per andare a farsi curare o per frequentare la scuola, la popolazione fa fronte alle spese contribuendo con prodotti della terra o dell'allevamento e molti non possono permettersi nemmeno questo.


L'Associazione “Amici Sostenitori dei Bambini di Don Crispino” vuole dare un aiuto valido e sostenibile, contribuendo allo sviluppo, principalmente tramite I "SOSTEGNI A DISTANZA". Il progetto, iniziato nel 2009 con le famiglie adottive di Castelseprio (VA), mira ad un’area limitata della regione e consiste nella scolarizzazione dei bambini delle parrocchie di Mwanda-Katana, Kavumu, Murhesa, Bukavu (Bagira, Kadutu, Mater Dei, Cahi) e Bumpeta sull’isola d’Idjwi dove solo il 40% dei bambini ha l'accesso alla scuola elementare.

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