MAGGIO

 

1 - Buongiorno. Oggi, 1°maggio è la festa di San Giuseppe, lavoratore.  Il lavoro fa' parte della missione dell'uomo nel mondo e il riposo è ricordato come compimento dell'opera di Dio (Gn 1,26-2,3). Onoriamo oggi il lavoro umano. Gesù è cresciuto e conosciuto nella sua identità come figlio del falegname (Mt 13,55). Non ha mai studiato né frequentato la scuola dei rabbini. Pensarlo profeta o Messia era allora uno scandalo (cf. Mt 13,57). Perciò, dall'incredulità dei compaesani, viene la scarsità dei miracoli da parte sua (Mt 13,58). Nel Vangelo, Gesù è come accusato. Secondo la gente che giudica, non sarebbe all'altezza né si sforza di esserlo; non sta con i maestri del suo tempo. Gesù scandalizza perché è sincero. Non gioca al santo, non assume pose, non ripete ciò che dicono gli Scribi ed i Farisei. Da notare che Gesù non ha mai amato la visibilità, ma quando chiama chiede di essere testimoni credibili e fedeli. Apri i nostri cuori, Signore, alle meraviglie del tuo amore. Scopriremo il segreto della vita e potremmo aderire a te con tutto il cuore. Che la Madonna ci accompagni durante questo mese dedicato a lei. Buona giornata.

2 - Buongiorno per tutto il giorno. Oggi è la memoria di Sant'Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa. Ha creduto in Gesù Cristo, Figlio di Dio, fondamento del Vangelo e della vita Cristiana. Grazie a questa fede, come lo afferma San Giovanni apostolo, noi nasciamo da Dio. Questa fede va manifestata e dimostrata nella carità (1 Gv 5,1-5). Nel brano evangelico odierno si parla dell'amore circolare. "Come il Padre ha amato me, anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore" (Gv 15,9). Gesù ha dato la sua vita per noi. La nostra risposta non può essere che reciproca, dare gratuitamente la nostra. Siamo immersi in un oceano di amore eppure non lo accogliamo. Perché vivere nell'amore? Perché la nostra gioia sia piena (cf. Gv 15,11). L'amore è anche reciprocità. "Amatevi gli uni gli altri" (Gv 15,12.17). Specifico del cristiano non è di amare, ma di amare come Gesù. Si cinge un asciugamano e lava i piedi, accoglie tutti e non manda nessuno via. Si da a noi come cibo e muore per noi. Se ti chiudi in modo egoistico, in te muore qualcosa. La prima cosa che muore in una persona egoista è la gioia, il segno della presenza di Dio nel mondo. La gioia fa vivere. Non lo dimentichiamo mai. Buona e serena giornata.

3 - Buongiorno per tutto il giorno. Oggi è la festa dei santi apostoli Filippo e Giacomo. I due apostoli erano diversi nelle loro esperienze interiori, ma erano due modelli per i ricercatori di Dio. La bellezza da ammirare oggi è la diversità degli apostoli che formano infine una Chiesa in sintonia. Filippo era discepolo di Giovanni Battista, di origine non ebrea dal suo nome greco. Era però in contrasto con i pagani greci scossi dalla persona del suo maestro, Gesù. Giacomo il minore  invece era cugino di Gesù. Succederà alla guida della Chiesa di Gerusalemme all'altro Giacomo, fratello di Giovanni che fu il primo martire della Chiesa. La Chiesa ha voluto festeggiare i due apostoli insieme. Sono come due facce di questa Chiesa. Dissimili per i loro percorsi, hanno sempre insegnato ad amare la diversità come un valore, senza tradire l'unità. Grazie a loro, abbiamo potuto accedere ai misteri di Cristo. Gesù, vincitore della morte è il cuore della predicazione apostolica. Giacomo fu uno dei testimoni della risurrezione di Gesù (1Cor 15,7). Gesù è il volto, la manifestazione del Padre che Filippo desidera vedere. Gesù si rivela attraverso le sue parole e nelle sue opere (cf. Gv 14,8.10-11). Grazie a Filippo, accediamo anche a due promesse di Gesù: 1) il discepolo compirà opere più grandi del Maestro (Gv 14,12); 2) Gesù esaudirà la preghiera di chi si rivolgerà al Padre nel suo nome (Gv 14,13-14). Meravigliosa. Con queste promesse ci possiamo muovere meglio ed impegnarci come discepoli fedeli. Buon onomastico ai Filippo e ai Giacomo. Buona e felice giornata.

Buongiorno per tutto il giorno. Oggi, la nostra comunità cristiana di Arcinazzo Romano è in festa, la festa della Croce. Le letture odierne fanno riferimento al serpente innalzato nel deserto, gesto profetico che si illuminerà nell'immagine del Figlio dell'uomo, Gesù Cristo, innalzato sul legno della croce al Calvario. Nel deserto, il serpente di bronzo sull'asta guariva dai morsi dei serpenti (Num 21,6-9) e quando Gesù fu innalzato sulla Croce, ha guarito l'umanità dai morsi del peccato (cf. Gv 3,14-15). Siamo quindi invitati a GUARDARE LA CROCE PER GUARIRE E PER RESTARE IN VITA. Nel cammino della vita cristiana, siamo invitati anche ad imitare Gesù Cristo nell'obbedienza e nell'umiltà per essere graditi agli occhi di Dio. Gesù, di condizione divina, si fece obbediente fino alla morte di Croce. Perciò Dio lo esaltò e gli diede un nome al di sopra di ogni altro nome ( Fil 2,6-9). Sia lodato e glorificato Gesù Cristo che ha salvato il mondo con la sua santa Croce. EVVIVA LA CROCE. Buona giornata e buona festa.

4 - Buongiorno e buon fine settimana. Gesù Cristo risorto è annunciato; il suo Vangelo, dono della grazia, si diffonde; tanti aderiscono alla fede. Le comunità cristiane si fortificano nella fede e crescono anche in numero (cf. At 16,1-10). Ma non deve sorprendere che un discepolo del Signore sia odiato dal mondo. Non appartiene al mondo, ma a Cristo che il mondo ha odiato prima, rifiutato e perseguitato. Se siamo perseguitati per il Vangelo, condividiamo la sorte di Gesù (Gv 15,18-21). Quello che il Vangelo sottolinea oggi, si avvera nella vita. Succede che dopo l'adesione alla fede si debba fare i conti con prese di vera ostilità. La gente non accetta la scelta fatta: puntano il dito, prendono in giro, sono duri, intolleranti, esprimono scetticismo. I più indulgenti spingono a non professare pubblicamente la fede. Eppure l'incontro con Gesù cambia la vita, la trasforma e diventa un esame di coscienza per chi non ha ancora deciso di ritornare alle origini della sua vita cristiana. Gesù ha fatto tanti incontri meravigliosi che sono arrivati a un vero cambiamento di vita delle persone, incontri da imitare: con Nicodemo, la samaritana, Zaccheo, il buon ladrone. Questi esempi sono un dono per noi. C'è il bisogno di specchiarsi in loro e decidere per tutta la vita di seguire Cristo. In Lui, c'è vita e salvezza. Buona giornata.

5 - Buongiorno nel giorno del Signore. Le letture odierne ci invitano a riflettere su una qualità divina: L'amore. Dio è amore. Chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio (1Gv 4,7). Siamo creati per amare. Il Vangelo di Giovanni ruota attorno alla parola "amore". Nel brano evangelico di questa domenica (Gv 15,9-17), il linguaggio di innamorati ricorre nove volte. Amare ed essere amati sono la diastole e la sistole del cuore della vita. L'esperienza dell'amore cambia la vita perché spinge a dare la propria vita per gli altri. L'amore di Cristo è diverso di qualsiasi altro amore, un amore gratuito e disinteressato. Forte di questo amore, Gesù ci orienta per vivere meglio. Ci dà un comandamento "nuovo" di amarci a vicenda e ci chiede di percorrere la strada che ci ha indicato col suo modo di amare. "Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi (Gv 15,12). San Pietro apostolo ci ha aperto a questo amore misericordioso di Dio che accoglie e non respinge nessuno sulla via della salvezza (cf. At 10,25-26.34-35.44-48). Che Dio ci dia la grazia di amare come si deve. Buona e felice domenica.

6 - Buongiorno e buon inizio settimana. Tra tanti doni di Dio, c'è il dono della fede. Il Signore apre il cuore per aderire al Vangelo. Così fu per Lidia (At 16,11-15). Bisogna pregare per dimorare nella fede perché è facile iniziare un cammino, ma faticoso perseverare. Il Signore ci avverte: "chi persevererà fino alla fine sarà salvato" (Lc 21,19). Frutti e regali di Pasqua sono la pace e lo Spirito Santo. Con la sua luce sfolgorante, lo Spirito è il Signore che dà la vita nuova e il respiro di Gesù. Lo Spirito fa ricordare le parole e i gesti del Maestro. Testimonia anche di Gesù. Alla sua testimonianza si aggiunge la nostra che facciamo con le parole e la condotta di vita. La testimonianza coincide con il martirio. Molti discepoli che seguiranno Gesù saranno uccisi dall'arroganza di chi fa del potere e del denaro i propri idoli (Gv 15,26-16,4). Alla nostra porta interiore sta bussando lo Spirito di Dio. Porta con sé i suoi doni, sette perle preziose per la nostra vita: Sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio. Accogliamo queste perle e indossiamole. Buona e felice giornata.

7 - Buongiorno. Prosegue la storia dei missionari del Vangelo, storia piena di avventure, ostacoli, traversie e persecuzione (cf. At 16,16-24). Ma è anche una storia della grazia di Gesù Cristo che converte i cuori. Alla fede raggiunta si unisce la gioia di tutta una famiglia  redenta (cf. At 16,30-34). Il Vangelo odierno (Gv 16,5-11) ci invita alla speranza e alla fiducia. I discepoli hanno avuto accesso a tutto per rassicurarli della scelta fatta di seguire Gesù e di gioire alla sua presenza. Sono stati nutriti dalla sua Parola e dall'Eucaristia. Ora Gesù ha finito la sua missione sulla terra e deve ritornare al Padre. Nonostante tutto quello che i discepoli vivono come dolore di separazione annunciata da Gesù, non devono essere tristi perché una promessa è fatta a loro (cf. Gv 16, 6-8). Non è momento di angoscia, ma di grazia. Gesù rimane il baricentro della loro esistenza. Manderà lo Spirito Santo che scenderà su di loro. Da quel momento, ci sarà un grande cambiamento della loro vita. Cesserà la percezione sensibile della sua presenza e inizierà una più profonda: Gesù risorto abiterà dentro di loro. È importante capire questo per gioire pienamente nel Signore.  Buona giornata.

8 - Buongiorno per tutto il giorno. La risurrezione di Gesù Cristo è il punto cruciale del Vangelo. L'annuncio di questo evento suscita reazioni. Pochi credono all'annuncio di Paolo fatto in mezzo all'Aeropago. Eppure la fede in Cristo risorto deve trasformare la vita. Non si raggiunge la fede con un corso accelerato né si apprende una volta per sempre. C'è una motivazione per credere in Gesù. In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo (At 17, 15.22-18,1). Credere è come un viaggio che dura tutta la vita e la conversione è determinante in questo viaggio. Siamo dei pellegrini in cerca costante della novità di Dio. Perciò, Gesù Cristo risorto invia sulla sua Chiesa e l'umanità intera il suo dono prezioso, lo Spirito Santo che è in realtà dono del Padre. Lo Spirito Santo ha come funzione di guidare alla verità intera, di annunziare le cose future e di glorificare Gesù (Gv 16,12-15). Chi è avvisato si ciba ogni giorno della Parola e realizza con Dio una comunione definitiva e stabile. Invochiamo lo Spirito di Dio su di noi e sulla Chiesa. Che faccia di tutti noi in Lui, una stabile dimora. Che la Madonna del Santo Rosario interceda per noi. Felice e radiosa giornata.

9 - Buongiorno. Paolo, non annuncia soltanto il Vangelo, ma lavora anche con le sue mani. Davanti al Vangelo che annuncia, c'è chi crede e riceve il battesimo e c'è chi rifiuta la fede e bestemmia (At 18,1-8). Gesù annuncia la sua passione, parla del dramma da affrontare e dell'odio che sta per cadere su di Lui. I discepoli vivono come se niente succederà al loro maestro. Gesù vive un dramma interiore. È solo davanti alla morte. Nonostante ciò, trova ancora la forza per incoraggiare e rassicurare i discepoli. Certo, non mancheranno prove e persecuzione per loro. Durante la passione, fuggiranno in diverse direzioni. Ma dietro questo quadro negativo, dietro l'angolo, c'è una speranza, la gioia annunciata da Gesù che nessuno potrà togliere (Gv 16,16). Con Gesù Cristo risorto, torna la gioia. Lui ne è la sorgente. La vera gioia nasce dalla vitalità della risurrezione, dalla speranza vitale con Gesù, dall'unione con Lui che crea cose nuove. 

10 - Buongiorno. Stiamo seguendo passo per passo la vita di San Paolo. Nel brano degli atti degli apostoli di oggi, Paolo non dimentica l'essenziale della sua chiamata, elezione e missione: "Annunciare il Vangelo", portare Cristo . Questa missione assorbe tutta la sua vita (At 18,8-18). La Chiesa continua a vivere della Parola di Dio e dell' Eucaristica. Nel Vangelo odierno, Gesù è sul punto di lasciare fisicamente questo mondo. La tristezza e la sofferenza invadono il cuore dei discepoli. Ma il Signore annuncia più che il dolore, "la gioia del parto". Il dolore e la tristezza provati dai veri discepoli a motivo della fede non sono segni di morte, ma simili, invece, ai dolori del parto che precedono la festa per la nuova nascita. Avendo la fede in Cristo, i discepoli devono gioire. La vita cristiana è un parto faticoso che va affrontato con determinazione e consapevolezza che si sta dando alla luce la nostra "vita celeste" (16,20-23). Forti di questa certezza, gioiamo e camminiamo nella fede. Buona giornata.

11 - Buongiorno e buon fine settimana. Negli atti degli apostoli, Paolo non ha tregue. Prosegue il viaggio missionario. Ha sempre a cuore l'annuncio del Vangelo per suscitare la fede (At 18,23-28). L'annuncio della fede è un'opera di grazia. Nel Vangelo odierno, colui che i discepoli hanno imparato ad amare si rivela. È Gesù, il volto di Dio Padre. Nel dire di Gesù, i discepoli notano un rapporto di intimità tra Gesù e il Padre. È un rapporto di amore. Non è solo una relazione di conoscenza. C'è di più: un rapporto di tenerezza, di appartenenza, di convivialità e di convivenza. Fiducioso nel Padre, Gesù invita i discepoli a fare delle richieste al Padre nel suo nome (Gv 16,23-28). Notate che grandi parti delle nostre preghiere liturgiche finiscono con queste parole: "Per Cristo nostro Signore". L'esperienza mostra che noi, nelle nostre preghiere, chiediamo spesso a Dio cose o beni del tempo: la salute, persone da amare o che ci amino, lavoro, potere, denaro, ... Sono cose buone, ma effimere. Che cosa allora dobbiamo chiedere a Dio? La risposta è semplice: quello che è conforme alla sua volontà cioè la fede, la santità, la vita eterna. È questo che ci conviene e che è gradito a Dio. Buona e radiosa giornata.

12 - Buongiorno nel giorno del Signore. Elevazione e sedere alla destra del Padre (Mc 16,19) sono due movimenti della glorificazione di Gesù. Il mistero dell'Ascensione che celebriamo oggi ha un rapporto stretto con la Pasqua e con il movimento di abbassamento e innalzamento che aveva caratterizzato tutta la vita di Gesù. Il brano evangelico è una pagina con una prospettiva universale. Gesù invia i suoi discepoli nel mondo per annunciare il Vangelo ad ogni creatura e manifestare i segni che accompagnano l'annuncio (cf. Mc 16,20). Gesù invita i discepoli ad uscire e a guardare lontano. Il brano odierno tratto dagli Atti degli apostoli descrive un movimento che indica il nostro itinerario: "guardare in alto" (At 1,11). Con la festa dell'ascensione, è nato il compito del cristiano nel mondo, cioè, testimoniare di questa festa. Con l'ascensione, Gesù non è fuggito dal mondo e dall'uomo, ma li ha trasformati. La vita di un credente non è la fuga del mondo, ma la sua trasformazione. La fede nell'Ascenzione del Signore è nella trasfigurante verità di Pasqua. La Pasqua e l'ascensione del Risorto è la chiamata a liberare l'annuncio evangelico dalla gabbia dove l'avevamo messo. "In alto i nostri cuori". Questa dinamica non deve mai essere dimenticata. Buona domenica.

13 - Buongiorno e buon inizio settimana. Dopo l'ascensione del Signore, siamo in attesa del dono dello Spirito Santo. Con il battesimo nel nome della Santissima Trinità si rinnova nella Chiesa l'effusione dello Spirito Santo di Pentecoste (At 19,1-8). Nel Vangelo, Dio si rivela di più con l'amore. La fede dei discepoli passerà attraverso la prova della passione. I discepoli credono a parole, ma sono lontani dalla vera fede (cf. Gv 16,29-30). Basta una prova e si disperdono. In effetti, lasceranno Gesù da solo che, in realtà, è col Padre (Gv 16,32). La passione di Gesù Cristo e la morte in Croce sono la vera prova per loro. Vivranno la morte in croce del loro maestro come un fallimento. Eppure, solo sotto la Croce, c'è la vita. Sotto la croce, la fede diventa una fede adulta. Gesù predisse delle tribolazioni ai discepoli e i travagli come per il parto di una nuova creatura. Nonostante ciò, i discepoli erano invitati da Gesù a rimanere saldi nella fede, vigilanti nella preghiera e fiduciosi in Lui perché dietro le sue sofferenze c'era la gloria e la croce precede sempre la risurrezione. Questa è la speranza della Chiesa in cammino sulla terra. Non si lascia mai abbattere dalle brutte situazioni, ma sa benissimo che dopo la lotta e la resistenza al male, c'è la vittoria. 

- Oggi è la memoria della Beata Maria di Fatima venerata come la Madre clementissima secondo la grazia di Dio, sempre sollecita per le difficoltà degli uomini, che richiama folle alla preghiera per i peccatori e all'intima conversione dei cuori. Preghiamo per la nostra conversione e per la pace nel mondo. Felice giornata.

14 - Buongiorno. Nella festa di San Mattia apostolo, servire il Signore con dedizione, umiltà e fedeltà è la risposta generosa della nostra chiamata e della nostra elezione nella Chiesa. Per sostituire Giuda, il traditore, bisogna essere stato con il Signore dal giorno del suo battesimo al giorno dell'ascensione (At 1,15-17.20-26). In virtù di questo, la testimonianza può essere accolta facilmente e aderire alla fede. Si può predicare con convinzione e trovare nobile la missione da portare avanti e a termine. Il più bello sarebbe di scoprire che la propria vita non conta più in confronto del mistero che si deve rivelare alle genti. Conta solo essere un testimone della grazia di Cristo nella Chiesa (cf. At 20,24). Nel Vangelo (Gv 15,9-17), i testimoni sono diventati amici del Signore. L'amicizia è un legame forte. Fa diventare una sola anima, una sola volontà, una sola vita. Gesù si offre ai suoi in un vincolo di intimità. La strada è tracciata da Lui con queste sue parole: "Rimanete nel mio amore" (Gv 15,9b.10). Siamo già "uno-con-Lui", occorre ora "rimanere in Lui, restarvi". Come? Con l'amore reciproco. "Amatevi gli uni gli altri" (Gv 15,12.17). La reciprocità moltiplica l'amore. Segue poi un salto che fa la differenza nell'amore: "amatevi come io ho amato voi" (Gv 15,12b). Gesù non esclude nessuno dalla sua amicizia. Se lo ferisci, ti si avvicina di più perché il suo amore è grande. Se scegli di rimanere in Lui, sperimenterai la sua gioia (Gv 15,11). Notate questo: Gesù Cristo che è stato povero non è mai stato povero di amici. Li ha sempre trovati in ogni situazione e in ogni ambiente. Il suo impegno di sempre è che li ha custoditi con amore. Qui, c'è una vera materia per riflettere. Auguri ai Mattia. Buona giornata.

15 - Buongiorno per tutto il giorno. Il tema del giorno è l'affidamento dei responsabili della Chiesa a Dio. Mentre San Paolo esorta gli anziani della Chiesa di Efeso di vegliare su loro stessi e su tutto il gregge (At 20,28), li affida a Dio e alla Parola della sua grazia (At 20,32). Il Vangelo odierno (Gv 17,11b-19) rapporta la preghiera sacerdotale di Gesù al suo Padre. Prima di andarsene da questo mondo, Gesù affida i suoi discepoli alla tenera custodia del Padre. Al centro di questa preghiera, c'è la preoccupazione e il desiderio del buon pastore: custodire i discepoli e mantenerli nell'unità. Dovranno vivere come suoi testimoni nel tempo della Chiesa. "Non si può dividere la tunica di Gesù Cristo, cioè la sua Chiesa tenuta insieme dalla morte sulla croce" (Cipriano di Cartagine). I fratelli nella fede difenderanno questa unità fraterna. Dovranno allontanare e abbattere, anzi, combattere tutto quello che va contro la comunione, quello che divide: pettegolezzi, invidia, gelosia, arroganza, pregiudizi, malignità. Alla testimonianza di unità dei discepoli sarà affidata la futura credibilità del Vangelo. È un atto di massima fiducia, ma allo stesso tempo è una massima responsabilità che, se svolta bene, apre a una gioia senza fine. Che Maria, Madre della Chiesa, interceda per noi suoi figli e con Lei, camminiamo nella fede. Buona giornata.

16 - Buongiorno. Nei primi momenti del tempo della Chiesa, i discepoli e soprattutto Paolo hanno sperimentato in mezzo alle tribolazioni la presenza e la consolazione del Signore. È Gesù stesso a infondere in loro il suo Spirito e il coraggio. Ogni giorno della nostra storia, lo stesso Gesù continua a spingerci ad essere suoi veri testimoni con le parole e con la vita (cf. At 23,11b). Nel brano evangelico odierno (Gv 17,20-26), la preghiera sacerdotale di Gesù è veramente una preghiera ecclesiale. Gesù prega per quelli che crederanno in Lui (Gv 17,20). La visione di Gesù è universale, di accoglienza e di integrazione. Nel Cenacolo e nel giardino di Getsemani, Gesù aveva a cuore i discepoli e la sua Chiesa, e ha pregato. Aveva anche in prospettiva i futuri credenti. Ha pregato per l'unità e la comunione della Chiesa. Non poteva fare diversamente per il fatto che non ha mai smesso di amare, di richiamare alla comunione sull'esempio della sua relazione con il Padre e della comunione della Santissima Trinità. La comunione è un dono grande. Staccati da Dio, ci secchiamo (cf. Gv 15,6). Rimaniamo uniti a Lui perché è l'ossigeno e la mèta del cristiano. Questa preghiera è bella perché concreta, piena di vita e di speranza: "Padre, voglio che dove sono Io, siano anche loro" (Gv 17,24). I discepoli hanno parte alla sorte e all'eredità del loro maestro. La domanda di Gesù non può essere che esaudita per il fatto che “ha già fatto conoscere a loro il nome del padre” (Gv 17,26). Fare conoscere il nome di Dio è santificarlo (Mt 6,9) ed è già una vittoria che apre alle nuove prospettive della vita. Buona e felice giornata.

17 - Buongiorno per tutto il giorno. Paolo convertito annuncia il Vangelo, la Buona Novella, Gesù Cristo in persona, morto e risorto. È il contenuto e la sostanza della sua testimonianza, il senso di tutta la sua vita. Il suo amore per Cristo lo porterà a soffrire per la sua Chiesa (At 25,13-21). Nel brano evangelico di oggi, abbiamo davanti agli occhi l'apostolo Pietro interrogato da Gesù sull'amore per Lui, condizione per essere pastore del suo gregge. Non si tratta di un qualsiasi amore, ma di quello puro, gratuito, capace di dare la propria vita come ha fatto Gesù (cf. Gv 21,15-19). Notiamo questo particolare del brano. Pietro ha condiviso la vita con Gesù per tre anni, eppure alla fine del percorso, ha giurato di non conoscerlo. Ora, è chiamato per tre volte a riconfermare il proprio amore al Maestro. Gesù ha compassione di noi, è sempre accanto a noi. Ci cerca, ci raggiunge per ridarci la possibilità di ricominciare la vita. Sul lago di Galilea, raggiunge Pietro che ha ricominciato a pescare i pesci. Come niente fosse successo, Gesù gli chiede se lo ama. Lo chiede per tre volte per risanare la sua ferita interiore. Riconciliato con se stesso da questo incontro, riconciliato anche con Gesù, costui si fida di lui, rischia nell'affidamento del suo gregge a Pietro perché AMA. Il bagno di umiltà e l'amore di Cristo lo renderanno pronto a confermare i suoi fratelli nella fede (Lc 22,32) e a versare il suo sangue per Cristo. In Pietro, abbiamo una colonna sicura per costruire la Chiesa di Dio. Come ci comportiamo oggi nel mondo? Ci vergogniamo di essere discepoli di Cristo quando siamo interrogati sulla nostra appartenenza, sulla nostra fede e la nostra speranza? Coraggio.  Seguiamo Gesù che conta su di noi. Buona giornata.

18 - Buongiorno e buon fine settimana. Paolo, nella sua condizione di carcerato, è testimone della risurrezione di Gesù Cristo (At 28,16-20.30-31). In ogni atto buono che si realizza in questo mondo, c'è il miracolo di Dio e la manifestazione della sua gloria. Per raccontare la vita e tanti miracoli di Gesù, un libro scritto non basterebbe. Tra i miracoli di Gesù, abbiamo Pietro, appena uscito dai vicoli bui della presunzione. Pietro ha toccato il fondo, sperimentato il peccato, ma soprattutto la misericordia di Dio. Continua a sentirsi indegno..., s'interessa alla sorte di Giovanni, il discepolo amato da Gesù che è rimasto fedele sotto la Croce con Maria, Madre di Gesù quando Pietro era in fuga. La scelta di Pietro per guidare la Chiesa non è casuale. La logica di Dio è che, a servizio della Chiesa, vuole dei peccatori pentiti, convertiti, che hanno ricevuto il perdono che devono al loro volta trasmettere agli altri con tanta umiltà. La dinamica del nostro cammino inizia con una povertà riconosciuta e accolta per poter servire i fratelli e le sorelle. Più che scrivere un'altro Vangelo di Gesù Cristo, scriviamo piccole pagine di vangelo fatte di stupore, di vita, di coraggio, di perdono ricevuto e offerto (cf. Gv 21,20-25). È così che possiamo affermare che siamo testimoni di Cristo ed evangelisti. Buona giornata.

19 - Buongiorno nel giorno del Signore. Oggi è la solennità di Pentecoste. Il giorno di Pentecoste, lo Spirito Santo è disceso sugli apostoli e Maria, riuniti in preghiera nel Cenacolo. Con il dono dello Spirito Santo, Gesù ha realizzato la sua promessa. Così inizia il tempo della Chiesa. Lo Spirito Santo lavorerà in essa. È lo Spirito consolatore (Gv 15,26), lo Spirito di Verità che guiderà alla verità intera (Gv 16,13), lo Spirito che glorifica Gesù (Gv 16,14) e testimonia di Lui (Gv 15,26). San Paolo che conosce bene il ruolo dello Spirito Santo nella storia della salvezza invita tutti i credenti a vivere nella Chiesa dello Spirito (Gal 5,25), a camminare nello Spirito (Gal 5,16.25) e a lasciarsi guidare dallo Spirito (Gal 5,18). Così lo Spirito Santo potrà compiere la sua missione di fare rinascere a vita nuova. Vieni Santo Spirito consolatore. Trasformaci di dentro e rinnova la faccia della terra. Buona e felice domenica.

20 -  Buongiorno e buon inizio settimana. Il lunedì dopo la Pentecoste, per volontà di Papa Francesco (11 febbraio 2018), la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha iscritto nella liturgia Maria come Madre della Chiesa. Il vangelo è quello di Giovanni 19, 25-34.  La Chiesa nascente nel Cenacolo con l'effusione dello Spirito, Chiesa che esce e va per il mondo con la missione di evangelizzazione è nata in realtà dal costato aperto di Gesù sulla Croce, cioè dall'amore. Sotto la Croce, la prima testimone è Maria, dolorosa, ma fiduciosa; silenziosa e interiore. Non protesta. Contemplando il suo Figlio crocifisso, cosa gli chiede a nome della Chiesa nascente? Sicuramente, il perdono per i peccati degli uomini crudeli.  La Chiesa nascente si sbriciola al primo soffio di vento, di prova. Tanti discepoli sono in fuga. Maria è lì, sotto la Croce. Non cede. Ha assistito alla crocifissione del Figlio e dalla Croce è nata la Chiesa. È un parto doloroso, ma la 'bambina è troppo bella'. La Chiesa è lì e crescerà. Lodiamo e ringraziamo Gesù per il dono di una Madre. L'ha fatto come atto d'amore e di affidamento sotto la Croce. Ci accompagni con la sua tenera maternità. Ci assisti con la sua presenza e le sue preghiere. Preghi per la Chiesa sofferente oggi per causa di alcuni dei suoi figli in fuga o in cerca di altro, lasciando Gesù, la sorgente della vita e dell'amore. Buona giornata in compagnia di Maria.

- Nel tempo della Chiesa, camminiamo sulla via della sapienza per produrre frutti di giustizia  e di pace (cf. Gc 3,13-18). Nel brano evangelico odierno (Mc 9,13-28) si tratta della fede, segno della comunione con la forza divina. I discepoli non riescono a scacciare uno spirito muto da un ragazzo, figlio di uno della folla. La situazione del ragazzo è drammatica. Gesù parte dalla fede professata dal padre per agire e liberare il posseduto. Quello che manca al ragazzo è la salute. E il suo padre riconosce il limite della sua fede. Ma ha la speranza che i discepoli di Gesù possano fare qualcosa per il figlio. Ora, è davanti a Gesù in persona e gli dice: "se puoi, aiutaci" (Mc 9,22b). La pedagogia di Gesù è di portare la gente a credere. "Tutto è possibile per chi crede" (Mc 9,23), gli disse Gesù. "Credo", afferma il padre, ma si affida ancora a Gesù dicendo: "aiutami nella mia incredulità" (Mc 9,24). L'azione di Gesù è di alzare in piedi e di sollevare chi è steso. Dall'esperienza negativa provata, i discepoli hanno avuto una occasione per imparare qualcosa. Prima di esercitare un ministero di esorcismo, bisogna pregare (cf. Mc 9,29). La preghiera porta un beneficio e un profumo di bene si verifica ovunque si prega. Buona giornata.

21 - Buongiorno per tutto il giorno. Ai primi tempi della Chiesa, gli apostoli si sono messi all'opera per annunciare il Vangelo esortando i credenti a rimanere fedeli a Cristo perché amare il mondo è odiare Dio (cf. Gc 4,4). La sapienza porta qualcuno a sottomettersi a Dio (Gc 4,7) che resiste ai superbi e innalza gli umili (cf. Gc 4,6.10; cf. Pr 3,34). Nella comunità cristiana che unisce uomini di ogni tribù, lingua e nazione, le litigate hanno un origine precisa: la passione, i desideri disordinati, la ricerca di potere. In questo passo di San Giacomo e nel brano evangelico, è necessario la conversione, l'umiltà e la resistenza al demonio. Il discorso dell'apostolo Giacomo è tipico cristiano (Gc 4,1-10). Nel Vangelo, Gesù fa un discorso sulla sua passione per indicare ai suoi discepoli la strada giusta, -nonostante sia faticosa-, da percorrere per entrare nella gioia e nella gloria di Dio (Mc 9,31). Indica anche la via dell'umiltà e del servizio come via sicura dei grandi (Mc 9,35). Infine, propone di camminare sulla strada dell'accoglienza e della carità. Impegnarsi così è camminare bene e sicuro (Mc 9,37). Che il Signore ci converta per ricominciare una vita nuova. Buona e felice giornata.

22 - Buongiorno. Oggi, san Giacomo apostolo descrive la vita umana come un vapore che appare per un istante e scompare. Allora, cosa fare? Bisogna vivere il presente nel distacco totale e confidare solo in Dio. Inoltre, occorre fare il bene e impegnarsi con umiltà, senza arroganza né vanto (Gc 4,13-17). Solo così possiamo, come discepoli, entrare nello stile di Gesù avendo sempre a cuore il bene da fare a favore degli altri, la caccia ai demoni che disturbano gli uomini e fa soffrire l'intera umanità, guarire tutti nel nome del Signore. Quello che conta è il potere di operare concesso a quelli che credono in Gesù perché è il Signore. Scandalizzarsi non serve. Anche se qualcuno non segue ufficialmente Gesù, c'è chi lo invoca con fede. Questi può essere considerato come discepolo anonimo. È per questo che Gesù ridimensiona la visione di Giovanni. "Chi non è contro di noi, è per noi" (Mc 9,40). Impariamo a godere del bene del mondo da qualunque parte fiorisca e di essere portatori di speranza all'umanità. Con questo brano (Mc 9,38-40), vediamo che Dio ha tolleranza di noi che siamo abituati a guardare le persone con sospetto se non fanno parte del nostro gruppo di appartenenza. Che il Signore ci converta. Buona giornata

23 - Buongiorno per tutto il giorno. Nel nostro pellegrinaggio sulla terra, dobbiamo avere come meta il Regno dei cieli. L'apostolo Giacomo ci parla oggi delle ricchezze di questo mondo che, guadagnate ingiustamente e custodite egoisticamente, non ci aiutano ad essere liberi e felici. Si dissolveranno e saranno motivo di condanna nel gran giorno del giudizio (Gc 5,1-6). A che cosa serve accumulare beni di questo mondo se non ho un cuore che riesce a condividere con gli altri? Se il nostro cuore è duro e ci tradisce, come cambiarlo in un cuore di compassione? Se la nostra mano ci ha portato ad uccidere per avere le ricchezze di questo mondo, come tagliarla per rifarsi la vita onesta? Gesù da parte sua ci fa un rimprovero severo. Dà cattivo esempio un cristiano che vive da pagano. Se la tua mano, il tuo piede, il tuo occhio ti sono di scandalo, e se ti accorgi che il tuo comportamento non edifica, cerca di fare le potature giuste e necessarie. Sconfessa proprio con il suo comportamento la fede che proclama con le sue labbra. È anche incoerente chi va ogni domenica in Chiesa e all'uscita della celebrazione, sparla degli altri o semina zizzania. Il Vangelo odierno (Mc 9,41-50) ci richiama ancora alla conversione. Siamo invitati a vivere la vita secondo il Vangelo per entrare nella vita eterna. Perché è essenziale, dobbiamo fare dei sacrifici e delle rinuncie. È indispensabile curare la nostra vita per entrare nella vita, nel Regno di Dio. Occorre anche vigilare su noi stessi perché, attraverso le nostre mani, i nostri piedi e i nostri occhi, possiamo fare del male agli altri. Buona giornata.

24 - Buongiorno per tutto il giorno. Ipocrisia, insidie, trappole, malizia sono atteggiamenti di persone mal intenzionate. Alcuni farisei del Vangelo di oggi si avvicinano a Gesù per metterlo alla prova circa il ripudio della donna. Porre la Legge prima della persona svanisce la coscienza. Dio crea e l'uomo legifera. Ma il punto di partenza per ogni riflessione giusta è questo: Dall'inizio, li creò maschio e femmina. Per questo, l'uomo lascerà il padre e la madre... diventeranno una carne sola". Gesù Cristo riporta all'aria dell'inizio. Ci riporta all'essenziale. "L'uomo non separi quello che Dio ha congiunto". Dio è amore, è comunione, è vita ed è colui che congiunge. Gesù corregge la legge antica eretta da Mosè a causa della durezza del cuore degli uomini e che andava contro la comunione. Gesù innalza la donna alla dignità e mette a nudo l'adulterio che va contro il sogno di Dio, divide il cuore di chi lo pensa e lo voglia realizzare. L'adulterio fa sempre strada in un cuore diviso. Allora, se non ricuci e ricongiungi, se il tuo cuore è duro e diviso, niente ti impedirà di bocciare il sogno di Dio. Sei e sarai sempre adultero nel tuo cuore. Rimane solo l'opportunità per realizzarlo. Dio ci illumini sempre e ci riguardi. Ci aiuti ad amare veramente col cuore libero e disinteressato. Buona giornata.

- La vita è scandita tra gioie e prove (sofferenze). Senza volerlo, tutte maturano la persona umana. Non bisogna spaventarsi di fronte alle prove, ma piuttosto dare tempo al tempo e lasciare Dio compiere il suo disegno. Tra le qualità da acquistare nei momenti delle prove, l'apostolo Giacomo ci indica la sopportazione e la pazienza. E modello per noi di sopportazione, di pazienza e di perseveranza è Giobbe, ma anche tanti altri profeti. Intanto nella vita quotidiana, bisogna evitare le discordie e lasciare a Dio solo il giudizio (cf. Gc 5,9-12). La questione del divorzio oggi avviene per tanti motivi. Nel vangelo odierno, rispondendo ai farisei sulla questione del divorzio, Gesù riporta tutto al disegno originale di Dio che ha istituito il matrimonio come un vincolo di vita, di comunione e di amore tra l'uomo e la donna. Dio aveva trovato per gli uomini e le donne la stabilità di coppia, un vero progetto di vita, un legame indissolubile. Non si tratta di "una compagna a tempo..." I discepoli di Cristo devono capire la profondità di questo progetto divino che non è una tortura, ma una vita. Questa vita consiste a guardare sempre nella stessa direzione, ad entrare nel sogno di Dio di un amore-per-sempre, ad andare a caccia dello stesso tesoro e ad avere una metà condivisa, cioè, amare come Dio ama. Perché il legame tra l'uomo e la donna possa essere un legame di un amore eterno, è una grazia fare di Gesù Cristo il cemento della vita di coppia. Chi non entra in questa volontà di Dio troverà sempre un motivo per 'fuggire', motivo che Gesù qualificherebbe al tempo di Mosè di "durezza del cuore" (cf. Mc 10,1-12). Facci capire Signore le tue vie e cammineremo per i tuoi sentieri. Buona giornata

25 - Buongiorno e buon fine settimana. La grazia di Dio lavora nella Chiesa. Dio dà tante opportunità per vivere la vita cristiana. San Giacomo ne suggerisce tre nel brano proposto oggi: la preghiera, l'unzione degli infermi e la confessione. La preghiera è importante nei momenti di lode e di sofferenza, l'unzione degli infermi quando si è malato e la confessione se si è nel peccato. San Giacomo incita ad avere la carità fraterna verso i peccatori da ricondurre sulla retta via. Ci aiuta anche noi a stare bene (cf. Gc 5, 3-20). Nel Vangelo, Gesù accoglie il bambini. Al tempo di Gesù, i bambini non erano considerati né rispettati. Gesù pensa che non si devono trascurare perché sono il simbolo di quelli che accolgono il regno di Dio. I bambini sono innocenti, aperti alla grazia e vivono nella grazia. Gesù li propone come modelli di discepolato. Mette al centro non un adulto, ma il più disarmato, l'indifeso e senza diritti, il più debole, un bambino. Lo sguardo del bambino è spalancato sul mistero, vede ciò che un adulto stenta a riconoscere. Il suo occhio è pulito e degno di figlio di Dio. Accoglierli è accogliere Cristo in persona (cf. Mc 10,13-16). I discepoli sono chiamati a crescere nella fiducia come i bambini, nella meraviglia e nell'abbandono. Che lo Spirito Santo faccia rifiorire in noi e nella Chiesa il dono dello stupore che impedisce di invecchiare e fa scoprire il volto di Dio. Felice giornata.

26 - Buongiorno. Nel giorno della solennità della Santissima Trinità, mistero di vita, di comunione e di amore, lodiamo Dio. Il padre e il figlio non esistono l'uno senza l'altro. Il figlio rivela il padre e invita ad immergersi nell'oceano dell'amore di Dio. Lo Spirito Santo soffia e rinnova. Grida a tutti che la vita respira solo se si è pronto e capace di amare. Ecco il segreto della vita e dell'amore circolare. Il Vangelo odierno ci parla della missione universale, dimensione essenziale della Chiesa che ha la sua origine nel rapporto speciale che Gesù risorto ha con ogni uomo. Il Vangelo dev'essere annunciato ad ogni creatura perché Gesù è la verità dell'uomo. Ecco le caratteristiche della missione:

- 1) la forza che l'anima è lo Spirito Santo promesso da Gesù come principio di vita nuova.

- 2) Il contenuto è la sequela di Gesù, l'obbedienza al Vangelo, l'osservanza dei comandamenti di Gesù, l'adesione battesimale alla vita del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

- 3) La speranza che sostiene gli annunciatori del Vangelo nella loro fatica e nelle difficoltà è la certezza che Gesù sarà sempre con loro fino alla fine dei tempi (cf. Da partenza da Emmaus, in "Rivista Diocesana Milanese", sett. 1983, 814-815). Gesù ha affidato ai dubbiosi e paurosi la Bella Notizia per farla dilagare dappertutto (Mt 28,19a). Ha comandato a loro di battezzare quelli che l'avranno accolta nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19b). Anche noi obbedienti a Gesù, che la sua grazia ci venga in aiuto per riconoscere la grandezza e la gloria della Santissima Trinità nella nostra vita per poi attuarlo. Evviva la Santissima Trinità. Buona e felice domenica.

27 - Buongiorno e buon inizio settimana. Benedetto Dio che ci ha rigenerati in Cristo risorto per una viva speranza, una eredità in cielo. I momenti della prova non possono distogliere il nostro sguardo dall'essenziale: la manifestazione futura di Gesù Cristo (1Pt 1,3-9). Nel Vangelo, in cerca della felicità e della vita eterna, un tale senza nome (che rappresenta tutti noi), insoddisfatto dal percorso già fatto nell'osservare i comandamenti di Dio, si avvicina a Gesù per chiedergli la buona ricetta: "cosa devo fare per avere la vita eterna"? (Mc 10,17b). Gesù rispondendo elenca alcuni comandamenti che non riguardano Dio, ma la vita delle persone. Costoro trasmettono la vita di Dio Amore. Ottimo osservante della legge, il suo cuore però era ancora lontano dalla vera rinuncia. "Gesù fissò lo sguardo su di lui e lo amò". Gli chiede di fare un passo avanti (cf. Mc 10,21-22). Lo vuole liberare dal vuoto interiore che si era creato dalle false ricchezze per riempire la sua vita da tanti volti e da tanti nomi nuovi. Invece lui che era molto interessato si tira indietro. Se ne va triste. Ha fatto dei calcoli sbagliati. Aveva tanti beni (cf. Mc 10,17-27). Altri ricchi che hanno incontrato Gesù hanno fatto la scelta della conversione e della condivisione. Hanno saputo fare comunione. Zaccheo e Levi per esempio hanno riempito le loro case di commensali. Il Vangelo, anzi che impoverire, moltiplica la vita. A Pietro che ha dichiarato a Cristo di aver lasciato tutto, il Signore promette tutto, anche cento volte di più (cf. Mc 10,28-30). L'avete sperimentato? Che il Signore ci liberi dall'egoismo e ci riempia dell'amore per Lui. A questo punto, lo seguiremo con gioia. Buona giornata.

28 - Buongiorno. Il principe degli apostoli Pietro esorta i cristiani in cammino verso la vera patria ad essere santi. I cristiani tendono la mente verso le cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo (1Pt 1,10-16). Il brano evangelico di oggi fa' seguito a quello di ieri. Il giovane ricco con il desiderio di seguire Cristo torna sui suoi passi. Gesù ne approfitta per dare un insegnamento sulla pericolosità delle ricchezze e un altro insegnamento sul frutto della rinuncia. Pietro e i suoi compagni hanno lasciato tutto per seguire Gesù. La loro vita ha preso un'altro orientamento. Gesù ha promesso loro la vita eterna e già in questo mondo cento volte tanto quanto hanno lasciato. Ai privilegi, Gesù unisce delle rinunce. Gioie immense sia pur tra tante persecuzioni. Gesù e il Vangelo sono la vera ragione del distacco dai beni. Libera la mente e il cuore, e aiuta a prendere una decisione matura in sequela di Gesù Cristo. Solo Gesù può giustificare lo stile di vita del discepolo. Stare con Lui è lasciare tutto per avere il Tutto. La vita di chi intraprende il cammino dietro Gesù si riempie di tanti volti: avrà fratelli, sorelle, madri e figli (cf. Mc 10,28-31). Che bel regalo! Buon cammino di vita e della fede. Felice giornata.

29 - Buongiorno per tutto il giorno. La fede e la speranza cristiana hanno come appoggio Dio. I cristiani devono avere una condotta di vita coerente e un amore vicendevole (1 Pt 1, 18-25). Il Vangelo odierno (Mc 10,32-45) presenta l'ambizione dei discepoli che hanno in mente la febbre dei primi posti. Il potere è come una pandemia che raggiunge tutti i cuori. Gesù li riquadra orientando tutto il desiderio dei discepoli nel servizio. "Non sapete quello che chiedete" per dire : non avete capito a che cosa andate incontro, cosa possa scatenare la fame di potere. Gesù rivela l'essenziale del regno: "Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore". Gesù è venuto per essere servo. È la vera definizione di Dio. Si è inginocchiato ai piedi delle sue creature e si è cinto l'asciugatoio per fasciare le ferite dei cuori. 

"Sedere alla destra e alla sinistra di Gesù" significa occupare i posti dei condannati, crocifissi accanto a Gesù sul Golgota. Significa anche vivere continuamente in perdita, bere al calice amaro di Gesù, vivere in tono minore ed essere come il chicco di grano che marcisce e che porterà frutto. Gesù Cristo ha invitato tutti i discepoli a vivere in un altro mondo, ad inserirsi in un altra storia, la sua e ad avere altri sogni, i sogni di Dio. Li ha invitati a vivere nell'amore e ad avere gli occhi sempre orientati verso le cose del cielo. Capire questo è la vera felicità. Buona giornata.

30 - Buongiorno. Con il battesimo ricevuto, i cristiani formano il nuovo popolo di Dio. Sono tempio nuovo e santo, pietre vive per la costruzione un edificio spirituale, sacerdozio nuovo e regale. Sono nel mondo senza essere del mondo. Sono pellegrini della terra, ma portatori di speranza (1 Pt 2, 2-5.9-12). Nella guarigione di Bartimeo, un cieco, Gesù si rivela. Dona la luce degli occhi agli uomini e illumina il loro cammino per seguirlo. Con il racconto del cieco, l'evangelista Marco mostra il volto del vero discepolo. Diversamente dal giovane ricco che aveva paura di perdere i suoi beni (Mc 10,21-22) e dei discepoli che litigavano per i primi posti (cf. Mc 10,35-41), Bartimeo rincorre Gesù. È mendicante sì, ma dell'amore di Cristo. Mendicava all'uscita di Gerico, sperando di avere qualcosa dai pellegrini che affrontavano l'ultima tappa per salire a Gerusalemme. Sul ciglio della strada il cieco, immagine simbolo dell'uomo ferito, attende il miracolo. Il vero miracolo è che lui aspettava passare davanti ai suoi occhi l'amore misericordioso di Dio. Passa dunque Gesù. Il cieco sente l'urlo della gente, ma non vede nulla. Chiede di essere portato dal Maestro anche se tutti gli dicono di tacere. Gesù lo chiama, lo accoglie, lo ascolta e lo interroga. Una nuova relazione si è creata. Noi cristiani, dobbiamo dire ad ogni uomo: "coraggio, il signore ti chiama..." Il cieco ha avuto il coraggio di buttare via il suo mantello che gli serviva per proteggersi contro le intemperie ed è andato incontro alla Luce del mondo, Gesù. Sembrava agli occhi degli uomini un disgraziato, uno punito da Dio, invece è diventato il modello del discepolato. Dipendeva dalla carità degli altri per sopravvivere, ora, libero interiormente di tutto, corre felice dietro Gesù (Mc 10,46-52). Siate felici nel cammino iniziato nella sequela di Gesù. Buona giornata.

31 - Buongiorno. Benedetto sia Dio nella festa della visitazione di Maria ad Elisabetta. Il brano odierno (Lc 1,39-56) presenta due donne protagoniste che portano nel grembo l'una il figlio di Dio e l'altra il suo precursore. Con uno sguardo di stupore, Elisabetta vede tutto il bene che abita in Maria e la meraviglia che porta. La benedice. Maria risponde con un canto di lode: "l'anima mia magnifica il Signore" (Lc 1,46-47). Magnificare significa esaltare Dio, cantarne le qualità. 

Maria è stata scelta da Dio per grazia. È un privilegio che Maria riconosce perché lo dichiara: "grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente" (Lc 1,49). In lei, Dio pone ogni speranza cristiana.

Maria ed Elisabetta sono come due tabernacoli: della vergine e della sterile. Le due donne annunciano che sta per arrivare nel mondo la salvezza di Dio. Maria in particolare indica il Creatore come Colui che guarda, custodisce, innalza e riempie. A lui la gloria e l'onore per i secoli eterni. Imitando il gesto di Maria oggi, forti dell'insegnamento evangelico, l'apostolo San Paolo esorta tutti alla carità: "la vostra carità sia senza finzioni. Fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene, amatevi gli uni gli altri" (Rm 12,9-10). Un bel programma da integrare nella nostra vita. Buona giornata.

 

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