APRILE 2026
1 - Buongiorno a tutti; Mt 26, 14-25. Due volte nel Vangelo di Matteo compare l’espressione “sono forse io, Signore?” Una prima volta è utilizzata dagli apostoli tutti insieme (Mt 26,22), una seconda soltanto da Giuda (Mt 26,25). È drammatico: a tradire Gesù sono quelli che prendono cibo dal suo piatto, coloro cioè che condividono il dono della sua Parola, e che mangiano il suo stesso Corpo. È triste. Com’era costume allora, dallo stesso piatto attingeva solo chi era di casa, chi era parte della famiglia, insomma i “consanguinei”. E uno dei consanguinei dirà: “quanto volete darmi perché io ve lo consegni?” (Mt 26,15). Eppure Giuda era stato scelto da Gesù, ed era con lui da tre lunghi anni. Spesso si banalizza sulla sua figura, la si riduce ad un uomo sbagliato. Invece è un apostolo che ha deviato dal progetto di Gesù. Qualcosa si è inceppato. Giuda vede che Gesù rischia il “naufragio”. E non ci sta ad assistere al suo fallimento. Avviene lo stesso quando si riduce il Vangelo a logiche di “buon senso”. Gesù continua a trattare Giuda da amico nonostante ciò. Alla fine Giuda intravede la luce, ma si dispera. Pietro, invece, si pentirà e tornerà indietro. Giuda non muore mai. Rivive ogni qualvolta si vende Gesù per pochi spiccioli. Il tradimento dei prediletti, poi, è lacerante oltre che inquietante. Perdona Signore i nostri tradimenti. Buona giornata
2 - Buongiorno per tutto il giorno; Gv 13, 1-15. In questo brano evangelico, assistiamo a cose mai viste. Gesù che lava i piedi ai discepoli, un compito umile, riservato ai domestici quando il padrone rientrava a casa dopo un giorno di lavoro. Lavare i piedi, però, non era soltanto un dovere servile; era anche il gesto di affetto di un figlio verso il padre. Insomma, più amore che dovere. In questo Vangelo di oggi, Gesù rivela un nuovo volto di Dio: non padrone, né giudice inflessibile; ma “servo per amore” (Gv 13,4-5. 14-15). Lascia intendere che l’amore sa stare in ginocchio. Ogni Eucaristia comincia dai piedi. Non è statica la Messa, né è il tempo di sonnolenza. Spinge oltre. In caso contrario rimane soltanto un rito.“Gesù depone le vesti” (Gv 13,4): quelle del guadagno, dell’interesse personale, del potere e della superbia. Anche la Chiesa è chiamata ad alleggerirsi. “Gesù si cinge l’asciugatoio” (cfr. Gv 13,4), cioè il grembiule di casa. Solo chi serve viene creduto. Le parole prive di segni visibili perdono di efficacia. Nel racconto, segue il dono supremo. Gesù si fa cibo e bevanda per il viaggio della vita. È un dono di Dio capire l’energia che è sprigionata da quel cibo. Infine, Gesù comunica il suo sacerdozio, un passaggio di consegne. Oggi come ieri, dei fragili discepoli ripetono i suoi gesti perché l’Amore sia eterno. Felice giornata.
3 - Buongiorno; VENERDÌ SANTO; Gv 18,1 - 19,42. Le chiese oggi non celebrano eucaristie. Si ricorda l’unico sacrificio di Gesù che mediante la Croce rifà l’unità tra il cielo e la terra. Tacciono pure le campane. Gli unici segni sono le lacrime della Madre addolorata e dei pochi intimi rimasti sotto la croce a vegliare Gesù morente. I più avevano il cuore altrove: o maledicevano, o si limitavano a scuotere la testa. Cancellata la memoria e la gratitudine, vince viltà e commiserazione. “Tutto è compiuto”. Dio si è donato senza riserve e senza misura. Dio muore per amore. "Morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita" (Prefazio eucaristica I). Quel Dio appeso che gronda sangue è l'ultimo e definitivo "sì" all’uomo che sa dire soltanto dei "no". È il Mistero del suo Amore che lascia ammutoliti. Sono passati duemila anni e si ripetono le tante situazioni di abbandono di persone che egli ha sfamato, o guarito e di altre amate, ma smemorate. Oggi, Dio si regala a tutti: ad atei e ai credenti della domenica, a quanti sono inchiodati alle proprie debolezze e ad altri che crocifiggono i loro fratelli. Quel sangue continua ad entrare oggi nelle profondità della terra dell'umanità, seme di risurrezione per chi cerca in tutti i modi di far fiorire l’amore e la vita. Buona meditazione.
4 - Buongiorno e buon fine settimana. Sabato Santo. Oggi è una giornata di silenzio, di trepida attesa! Gesù si riposa in attesa dell'incontro con il Padre e della gioia di tutta la sua Chiesa. L'evangelista scrive: “rotolata una pietra sulla porta del sepolcro, la sigillarono”. In Israele, è festa, il grande sabato della pasqua. Nel segreto del cenacolo, c’è chi prepara aromi per ungere il corpo morto di Gesù dopo il venerdì di violenza. È pure il sabato di Maria, la Madre addolorata, coraggiosa e fedele, l’unica Creatura in trepida e amorosa attesa della risurrezione del Figlio. Spera contro ogni speranza (Rm 4,18). Nel sepolcro tutto tace. Dopo la sua morte redentrice, Gesù scenderà agli inferi ad abbattere le porte del regno dei morti, a liberare le anime e portarle in Cielo. Dietro ad Adamo ed Eva, c'è una carovana di gente che risorge, pronti ad applaudire il Redentore: da Abramo a Mosè, da Davide ad Isaia, da Giovanni Battista ad Elisabetta. Oggi è sabato santo. Dio pare quasi assente, ma lo è soltanto dove trova porte sbarrate o cuori induriti che battono per altro. Lui non è mai assente. Assente, piuttosto, è l’uomo quando rincorre testardo, mete ed obiettivi di basso profilo. Sabato santo è il giorno di chi alimenta la lampada di speranza nell’attesa della venuta del Salvatore, alcune donne per prime. Sono creature che non sognano posti di rilievo nella Chiesa. Grazie alla loro fede, più di altri appartengono alla nuova famiglia di Dio, la Chiesa, nata dalla risurrezione. Buona meditazione e buona giornata.
5 - Buongiorno e buona domenica della risurrezione del Signore; Gv 20, 1-9. Maria di Magdala esce di casa. È buio in cielo, ma c'è più buio nel suo cuore (cfr. Gv 20,1a). Porta con sé gli aromi per ripulire e ricomporre il corpo martoriato di Gesù (Lc 24,2). È una calamita il sepolcro e lei vola. Piange e ripete interiormente: "Gesù, Gesù". Quanto amore in quel nome. Il suo cuore si ribella alla morte del Maestro. Da quando lui l’ha guarita (Lc 8,2), mai ella lo ha abbandonato (cfr. Lc 8,3). E ora non si rassegna a quella fine. Sa che i suoi sono pensieri umani, ma al sepolcro potrà almeno piangere senza freni (Gv 20,11.13.15). Ed ecco l’impossibile: trova la pietra ribaltata e il sepolcro vuoto (Gv 20,1b; Lc 25,1). Allora corre da Pietro e dall’altro discepolo. Non dice: “Gesù è risorto”, ma soltanto: “hanno portato via il Signore” (Gv 20,2). Gli apostoli non se la filano: hanno un macigno sul cuore. La compatiscono, e scuotono la testa, ma lei fa un miracolo: ne riporta due al sepolcro (cfr. Gv 20,3). “Non è qui”, dirà un angelo (Lc 24,6). Gesù è vivo, ma non abita i cimiteri; va cercato altrove: nel cuore di chi non si rassegna a lasciarlo morto nei sepolcri. Il Risorto rigenera tutto e tutti. Come dice il preconio di Pasqua, "per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio" regalando perdono e pace. La Pasqua ci aiuti ad aver cura del corpo che custodisce un destino di gloria e di eternità, altro che polvere. La Fede ci regali una luce nuova e un sapore nuovo. Buona e felice domenica. Buona festa della risurrezione del Signore Gesù Cristo.
6 - Buongiorno e buon inizio settimana. Lunedì dell’Angelo; Mt 28, 8-15. In questo brano evangelico, scopriamo una tomba vuota all’interno di un cimitero (cfr. Mt 28,8a). Da lì riparte il nuovo pellegrinaggio della Fede. Da lì inizia la sfida dei nuovi discepoli del Signore. La sfida è di annunziare la risurrezione di Gesù, di raccogliere i discepoli di Cristo, chiamati da Lui "Fratelli" (Mt 28,10). Lì, donne straordinarie come Maria Maddalena ed altre creature, innamorate del Vangelo, sono le prime altoparlanti della risurrezione di Gesù (Mt 28,8b). Come in ogni chiamata, c'è un saluto, non più di un angelo, ma di Gesù Cristo risorto (Mt 28,8b), saluto seguito dal "non temere" (cfr. Mt 28,10), caratteristico in tante chiamate bibliche. La testimonianza femminile era poco attendibile tra gli Ebrei. Non si permetteva alla donna neppure di deporre una causa in tribunale. E tuttora, è una malattia antica mai finita, quella del maschilismo. Appariva più attendibile la testimonianza delle guardie del sepolcro pur corrotte dai Farisei (cfr. Mt 28,12b) purché dicessero il falso sulla scomparsa misteriosa del corpo di Gesù (cfr. Mt 28,13-15). Da allora, chiunque avesse pur solo annunciato la risurrezione di Gesù, avrebbe potuto essere trascinato davanti ai giudici e subire pesanti condanne. C’è chi continua a preferire le tombe sigillate e le bocche cucite alla notizia unica di verità e stupefacente di un Dio che risorge da morte. Lungo i secoli la minaccia e la corruzione cercano di far tacere il Vangelo. Ma ci sarà sempre qualche discepolo pronto a far vincere la Verità e l’Amore. L’amore per la tomba vuota, per Gesù eucaristia presente nel tabernacolo, la fede in una vita eterna rispondono appunto a un amore più grande delle logiche umane. La Pasqua continua nella vita! Felice giornata.
7 - Buongiorno per tutto il giorno; Gv 20, 11-18. Per ben due volte in questo racconto viene rivolta la domanda all'inconsolabile Maddalena: "perché piangi?: la prima volta dagli Angeli (Gv 20,13) e, poi, direttamente da Gesù (Gv 20,15). La discepola è provata. A sentire lei, non le è permesso di piangere nemmeno sul corpo morto del Maestro. E non si accorge che lo sta dicendo proprio a Gesù risorto (Gv 20,14). L“Sarò con voi fino alla fine del mondo” (Mt 28,20), dirà Gesù, ma lei è talmente indurita dal dolore dal diventare incapace di riconoscerne la presenza. Nel tempo della prova, serve la luce della Parola di Dio, la sola in grado di vincere le ombre dietro alle quali si cerca spesso rifugio. Lampada per i miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino (Sal 119,105). C’è chi proietta le proprie ferite in quelle del Crocifisso, rimanendo fermo al venerdì santo. Ma il tempo di Pasqua spinge oltre i sepolcri. Gesù chiama per nome Maria. Lei “risorge" e ritrova identità (Gv 20,16). Dopo la chiamata si lascerà alle spalle fantasmi del passato e riprenderà vita. Gesù è sempre pronto a liberare da acque melmose e da prigioni, ritenute fino ad allora paradisi e isole felici. Chi ha la forza di uscire dal pantano del male inizia, come la Maddalena, il viaggio verso la libertà, ritrova il baricentro e respira Dio. Buona giornata.
8 - Buongiorno a tutti; Lc 24, 13-35. Il messaggio di risurrezione in questo racconto evangelico è "Aprire gli occhi per riconoscere Gesù". Due discepoli tornano ad Emmaus dopo una fallimentare esperienza con Gesù (Lc 24,13). È morto il loro eroe e provano essi stessi la morte nel cuore. Tutto sembra finito, ma uno “Sconosciuto” si fa compagno di viaggio dei due delusi (Lc 24,15). Gesù non fa l'incontro in una chiesa, ma lungo la strada della vita (cfr. Lc 24,13b). Gesù fa finta di sorpassare, poi rallenta il passo e lo adegua al ritmo più blando di un’umanità che pareva aver perduto del tutto l’orientamento (Lc 24,28). "Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi?" (Lc 24,17). Non hanno capito il mistero della croce. L’hanno rifiutata perché è parsa loro una sconfitta (Lc 24, 25-27). Gesù si pone in umile ascolto (Lc 24,19b-24). Illumina le loro penombre, dà senso ai loro 'non sensi' e dopo qualche insistenza finisce per rimanere a cena con loro (Lc 24,29b-31). Dopo l'incontro e il dialogo, dopo aver capito tutto diranno: “non ci bruciava forse il cuore mentre ci spiegava le Scritture?" (Lc 24,32). Passare la fede non è comunicare nozioni, ma accendere e contagiare vite. Il loro fuoco era pressoché spento, ma Gesù lo riaccende e li rigenera come discepoli. Lo riconosceranno a tavola, allo spezzare del pane (cfr. Lc 24,31a). E scompare (Lc 24,31b). Non è scomparso perché i loro cuori si sono riscaldati, i loro occhi hanno davanti la fotografia del volto trasformato. Letteralmente il Vangelo dice: " divenne invisibile". Scompare alla vista, ma non è assente (cfr. Lc 24,31b). Dal giorno di Pasqua vive in ogni cuore. Basta chiamarlo per nome! Buona giornata.
9 - Buongiorno per tutto il giorno; Lc 24, 35-48. Gesù è risorto. Gli apostoli sono sconvolti dalla notizia della risurrezione (cfr. Lc 24,37). Non ci credono ai loro occhi. “Perché siete turbati?” (Lc 24,38), chiede loro Gesù. Gli undici erano sotto shock per avere sperimentato il dolore della passione. Gesù compare a loro, mostra le mani e i piedi con le ferite dei chiodi (cfr. Lc 24,39-40) e mangia davanti a loro (cfr. Lc 24,43). Gesù non è un fantasma. È proprio Lui in carne e ossa (Lc 24,39). Dagli osanna alla cattura, dalla passione alla croce, dalla morte alla sepoltura, non han proprio capito la risurrezione di Gesù, cosa altra da quella di Lazzaro che morirà di nuovo. Il Gesù incontrato sulla riva del lago era il Gesù dei miracoli. Il Gesù Risorto, cioè il crocifisso morto per Amore e inondato di luce, non lo sanno riconoscere. È simile al Gesù trasfigurato sul Tabor, ma a loro pare un fantasma (cfr. Lc 24,37b). Usano ancora gli occhi di carne mentre servono gli occhi della Fede per riconoscerlo. L'evangelista Luca insiste sulla corporeità del Risorto in polemica con il mondo ellenistico che credeva all’immortalità dell’anima, ma non alla risurrezione dei corpi. “Sono io, toccatemi" (Lc 24,39), dice Gesù. "Mostrò loro le mani e i piedi" (Lc 24,40). Le mani, i piedi e le ferite gloriose del Crocifisso sono l’ostensione del suo Amore. I discepoli non credono per la gioia (Lc 24,41). Si può non credere per delusione, come ad Emmaus. Si può non credere per paura di illusione come qui. È troppo bello per essere vero. Una nuova missione attende il Risorto: recuperare gli amici della prima ora che lo avevano abbandonato e quanti oggi continuano ad escluderlo. Lo fa già attraverso la Parola, una parola che crea, risana, purifica e trasforma (cfr. Lc 24,44-47). È una ardua impresa per noi che lo dobbiamo attuare nella vita. Radiosa giornata.
10 - Buongiorno per tutto il giorno; Gv 21, 1-14. In questo brano del Vangelo, possiamo intravedere l'opera della Chiesa con o senza Cristo risorto. Senza Gesù, la pesca è sterile. Con Lui e con la sua Parola, in obbedienza alla sua voce da parte dei "pescatori di uomini", la pesca è fruttuosa. Nel racconto di questo passo evangelico, l'apostolo Giovanni, il mistico, avverte la presenza del Signore sulla riva del lago e informa i compagni di pesca (Gv 21,7a). Pietro, tra gli ultimi a credere nel Risorto, pur avendo avuto un’apparizione personale di Gesù, dice l'evangelista Luca, si fida di Giovanni e si ricompone (cfr. Gv 21,7b). Ma in lui, vincono ancora le ombre. Lui, il primo, il migliore, il custode della fede, ha rinnegato Gesù. Cosa c'era di peggio? È ancora fermo alla notte del rinnegamento e non riesce a perdonarsi, a “risorgere”. Il senso di colpa gli impedisce di passare alla gioia pasquale. Il pescatore di uomini, Pietro, vuole tornare a fare il pescatore di pesci (Gv 21,3a). E gli amici lo seguono nel suo travaglio per non lasciarlo solo (Gv 21,3b). Anche i leaders naturali vacillano. Pietro ha pescato tutta la notte, ma senza fortuna (Gv 21,3c), mentre la volta precedente che l’aveva fatto era stato chiamato da Gesù a lasciare le reti e a seguirlo (Lc 5,11). Alla fine dell’inutile nottata di pesca, Gesù lo raggiunge ancora una volta. È venuto apposta per lui. Così potrà incontrarlo e motivarlo (Cfr. Gv 21,4). Quanto gli sta a cuore Pietro! Lui solo sa il perché. Gesù ci aspetta sempre alla fine di ogni nostra notte, di ogni nostra fuga, di ogni nostro fallimento e ci accompagna. Lui non si arrende e non ci abbandona mai. Anzi, ci prepara una mensa (vfr. Gv 21,12-13) e ci dà orientamenti di vita che fanno rivivere (Gv 21,6). Buona giornata.
11 - Buongiorno a tutti e buon fine settimana; Mc 16, 9-15. In questo brano, i discepoli in lutto e pianto fanno fatica a credere all'annunzio della Maddalena. Provano difficoltà ad accettare la testimonianza dell'apparizione di Gesù Cristo risorto (cfr. Mc 16,10-14). Gli apostoli sono rimproverati da Gesù per la loro incredulità (Mc 16,14). Ma hanno ricevuto un mandato, una missione: "Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura" (Mc 16,15). Dio ama una "Chiesa in uscita", in cammino verso le periferie del mondo, pronta a farsi eco del Vangelo, a sciogliere dai lacci e a liberare dai tranelli. Non ci sono muri, né barriere, né confini che possano ostacolare il messaggio. Gesù vincerà sempre e, al suo sangue, si mescolerà il sangue di milioni di martiri, veri testimoni del Vangelo. Lo Spirito Santo ha seminato ovunque. In alcune regioni, il seme ha già dato frutto, in altre sboccia ancora, in altre ancora è sommerso dalla neve, ma l’amore lo schiuderà. Non è facile né immediato credere a Gesù risorto. Lo hanno sperimentato con tormento le donne che non riescono a convincere gli apostoli di una novità tanto sconvolgente ed esaltante (Mc 16,10-11). Occorrerà togliere erbacce e rompere zolle, ma il discepolo riuscirà perché Dio si fa uno con lui. In ogni parola di vita, è lui che parla, in ogni mattone, è lui che edifica il mondo. Gesù chiama gli Undici a portarlo al mondo: uomini impauriti e donne determinate, penseranno in grande e compiranno miracoli. Come allora c'erano pericoli, insidie, sudore e sangue, anche oggi è lo stesso. Non ci sono differenze. Come fu per Gesù, così sarà per i discepoli ( Gv 15,20). Nel mondo non si va a fare conquiste, ma ad offrire a tutti la “buona novità” di Dio. Si fanno discepoli, non per imposizione di dottrine, ma per attrazione. Felice giornata.
12 - Buongiorno e Buona Domenica della Divina Misericordia; Gv 20, 19-31. Nella sua misericordia, Gesù viene a liberarci e ci comunica la sua pace. In questo brano, Gesù arriva a porte chiuse in una stanza di Gerusalemme dove si respira solo paura (Gv 20,19c). C’è chi non ce la fa a restare: Maria di Magdala (Mt 28,1), Tommaso (Gv 20,24) e i due di Emmaus (Lc 24,13-14) escono. A loro, che respirano libertà, sono riservati gli incontri più belli e più intensi. Gesù, infatti, si rivela a loro come il Risorto. Questa esperienza rimarrà scritta a fuoco nel loro cuore. Otto giorni dopo, Gesù vi torna (Gv 20,26): l'abbandonato va da quelli che sanno solo abbandonare. Li ha inviati per le strade del mondo e li ritrova chiusi in una piccola stanza. Si può capire questo contrasto? A Tommaso, l’assente di otto giorni prima, non si impone, ma si propone: “metti qui il tuo dito e guarda le mie mani” (Gv 20,27). Il Maestro rispetta la fatica e i dubbi di ciascuno. Che bello se anche noi fossimo formati, come nel cenacolo, più all'approfondimento della fede che all'ubbidienza; più alla ricerca che al consenso. Gesù si offre a Tommaso con tutte le ferite aperte. I discepoli pensavano che la risurrezione avrebbe richiusi i fori dei chiodi, rimarginato le piaghe e cancellato la passione. No. Le ferite sono il racconto di un Amore scritto sul corpo di Gesù e sono incancellabili come l'amore stesso. La Croce non è un incidente di percorso. Il Vangelo non dice che Tommaso abbia toccato le piaghe. Beati, però, i cristiani che accettano di non vedere, di non sapere e di non toccare (Gv 20,29), ma si fidano dell’Amore. In questo brano si parla anche del potere dato agli apostoli per rimettere i peccati. Prima, Gesù soffia sugli apostoli e parla (cfr. Gv 20,22-23). Questa "potestà" continua oggi nella Chiesa. Se Gesù ci ha pensato, perché non ricorrervi? Felice domenica.
13 - Buona giornata a tutti e buon inizio settimana; Gv 3, 1-8. Cercare Dio e interrogarsi sinceramente su Gesù Cristo è il tema del brano evangelico odierno. La risposta alla ricerca è il bisogno di rinascere dall'acqua e dallo Spirito Santo. Qui, sentiamo la necessità del ricordo del nostro battesimo. Nicodemo incontra Gesù e si chiede: È possibile rinascere quando si è vecchi? (Gv 3,4), ricominciare da zero quando la vita è stata in gran parte percorsa, o ci si sente morti dentro, pur se vivi? Si. È possibile ed è necessario rinascere alla Fede anche quando ci si “sente” dei credenti di vecchia data, e si pensa di avere già aderito al Vangelo. Si, si può ripartire. È la storia di Nicodemo che non prova solo curiosità per Gesù, ma ne è affascinato (cfr. Gv 3,3). È un ebreo fedele alla Legge, ma si chiede come Gesù, tra l’altro galileo, possa compiere tanti prodigi. Vorrebbe confrontarsi con Lui, ma teme il giudizio impietoso dei Farisei e dei colleghi del Sinedrio. Allora decide di andare da Gesù di notte (cfr. Gv 3,1-2). Tanti sono i credenti a corrente alternata. Affittano spesso l’intelligenza alla pubblica opinione o svendono il Vangelo al buon senso. E così la Fede finisce nel sottoscala. È il dramma della fede oggi. Ma ecco a confronto Gesù e Nicodemo. Il Maestro lo invita a respirare aria pulita, ad avere la forza di rinascere dall'alto, cioè di pensare come pensa Dio (cfr. Gv 3,5.7). Nicodemo accetta la sfida. Alla fine di una ricerca sofferta, difenderà Gesù davanti ai Farisei (cfr. Gv 7,50-52) e non avrà paura di chiedere a Pilato il corpo straziato del Maestro, né temerà il giudizio dei Giudei (cfr. Gv 19,38-42). Nicodemo è il patrono di tutti coloro che non si arrendono al pensiero comune e continuano a cercare. Si può rinascere dal cuore di Dio. Buona giornata.
14 -