FEBBRAIO 2026
1 - Buongiorno e buona domenica a tutti; Mt 5,1-12. Oggi, celebriamo la 48a giornata nazionale della vita, vita da difendere e proteggere dal concepimento fino alla fine della vita. La vita è sacra. Non va troncata né soffocata. Non impedire la vita di nascere perché sarebbe un dolore che rimane per sempre. In questo senso, perdonarsi con tante ferite diventa ancora più difficile. Canta allora la vita. Falla sbocciare e condividila. Le beatitudini sono un modo per vivere la novità proposta da Gesù. Le beatitudini sono la via che ispira i santi e porta alla felicità. Le beatitudini sono indirizzate a un mondo di persone aperte e disponibili. Vivere le beatitudini è essere aperti a uno stile nuovo di povertà spirituale (Mt 5,3), di purezza in spirito (Mt 5,8) e di mitezza (Mt 5,5). È ricercare la giustizia e la pace (cfr. Mt 5,9-10), che è la concordia, l'unione dei cuori, sopportare anche le offese per il Regno di Dio. Con le beatitudini, un nuovo programma di vita è davanti a noi, dato dal nuovo Mosè, Gesù, Maestro e guida. Buon cammino sulla via del discepolato e della santità. Felice domenica.
2 - Buongiorno a tutti; Lc 2, 22-40. Oggi è la festa della presentazione di Gesù al tempio. Gesù è offerto e consacrato a Dio come ogni primogenito (Lc 2,22-23). Il simbolismo della luce domina la celebrazione, motivato dall'inno di Simeone che presenta Gesù come Salvatore e Luce del mondo (cfr. Lc 2,30-32). Maria e Giuseppe arrivano al Tempio con il Bambino (Lc 2,22) e due tortore (Lc 2,24). Sulla soglia si trovano Simeone ed Anna per accoglierli (Lc 2,25.36). Non sono i sacerdoti ad accogliere il piccolo Gesù, ma due laici fidelissimi, innamorati di Dio. Per dire che Gesù non appartiene alle Istituzioni, ma ai sognatori, come Simeone e a quelli che vedono oltre, come Anna. In loro vince sempre l'attesa e lo stupore. Simeone profetizza su Maria: "il Bambino è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele" (Lc 2,34). Egli sarà dunque la ragione di rifiuto e di amore. "E anche a te, Maria, una spada trafiggerà l'anima" (Lc 2,35). Gesù non sarà solo nella sua passione. Sarà anche con sua Madre, l’Addolorata, che rimarrà accanto a Lui crocifisso. C’è chi tende a dire a Dio: "ho rispetto di te, ma io faccio la mia vita e ti lascio alla porta". Non farà così Lui che ci ha raggiunti e amati. In passato in questo giorno, si benedicevano i ceri che servivano ad illuminare le chiese quando ancora non c’era l'illuminazione elettrica e a dire che Gesù è la Luce del mondo (Candelora). Questo giorno è pure un momento importante per i consacrati e le consacrate che rinnovano come Gesù nel Tempio, la loro totale adesione a Dio. Accompagnamoli con la nostra preghiera. Impariamo da Simeone e Anna l’attesa della consolazione di Dio (Lc 2,25-26.38) e la costanza-perseveranza nel frequentare il tempio (Lc 2,27.37b). Impariamo anche il loro stupore, memori che “i figli non sono nostri”, ma appartengono a Dio, al mondo e ai loro sogni. Felice giornata.
3 - Buongiorno per tutto il giorno; Mc 5, 21-43. Gesù va incontro a due dolori: quello di una ragazzina morta nel fiore degli anni (cfr. Mc 5,22-24a) e quello di una donna che ha perdite di sangue da dodici anni (Mc 5,25). Ha compassione, ma il suo intervento si basa sulla fede di chi ricorre a Lui. Dodici, - e i suo multipli nel linguaggio biblico -, è il numero della pienezza: sono 12 le tribù d’Israele, 12 i figli di Giacobbe, 12 gli apostoli, 72 i discepoli, 24 i vegliardi dell’Apocalisse e 144 mille i redenti dell'Apocalisse (Ap. 7,3-4; 14,1.3b). Con abilità Marco interseca i due racconti, della emorroissa e della morte della ragazzina. Ci stimola: chi è morto davvero nel racconto? Nessuno. Non la donna oberata dai sensi di colpa: perde solo sangue, cioè dimora in uno stato di perenne impurità rituale, non ha relazioni normali né abbracci, ma non è morta. Non è neanche la ragazzina che mette fine inaspettatamente alla storia della propria esistenza pur essendo arrivata soltanto ai suoi primi tornanti. Sono morti, invece, coloro che hanno fatto delle “norme” un insormontabile ostacolo, e che vivono curvi, incapaci di regalare amore. Quanta energia e vigore escono da Gesù solo se gli si toccasse l’orlo del mantello (Mc 5,27-28). Non basta stargli gomito a gomito. Lo tocca e lo abbraccia soltanto il cuore che ama. Non serve vivere a lungo per avere una vita significativa (cfr. Mc 5,33-34). Quanti camminano sulla terra come morti dentro e incapaci di respirare eternità? Oggi, celebriamo la memoria di San Biagio, vescovo e martire. È una figura venerata nel mondo contadino e per le guarigioni che gli furono attribuiti. Per sua intercessione, che il Signore ci liberi dal male della gola. Buona giornata.
4 - Buongiorno a tutti; Mc 6, 1-6. L'incredulità è il grande ostacolo alla salvezza e all'opera di Gesù. Il rifiuto di Gesù da parte dei compaesani è il più grande scandalo di fronte all'incarnazione (Mc 6,3). Senza la fede, non si può pretendere vedere dei miracoli (Mc 6,5). “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria...”, dove Gesù (Mc 6,4). Gesù torna a Nazaret e respira aria di casa. Ma è trattato male perché i suoi compaesani credono che si sia montato la testa. Chi si crede di essere?, pensano. Per molti, è solo un falegname (Mc 6,3) e non ha frequentato le scuole rabbiniche. Ma stupisce. “Da dove gli vengono la sapienza e i prodigi?” dicono. Dubbi e sospetti annebbiano spesso la mente di chi non ama approfondire, ma si limita alla superficialità (cfr. Mc 6,2-3). Così si passa dallo stupore e dagli applausi alla diffidenza e al rifiuto. Quando il cuore non prega si fa duro e si inorgoglisce. È proprio una realtà. Solo la fede aiuta a riconoscere la sapienza e i miracoli di Gesù. Il buon senso da solo tiene incollati al suolo e allontana da Dio. Oggi, siamo tentati anche noi di vedere miracoli eclatanti da Dio. Ma egli ama il basso profilo, gli umili. L’uomo suona tante trombe per farsi notare, ma Dio, Lui, tocca i cuori. Accogliamolo come si presenta anche quando parla attraverso vie e persone non titolate. Dio è vestito di carne umana. E questo è bellissimo per noi. Bisogna avere occhi limpidi per scoprirlo. Infine Marco annota: "non vi poté operare alcun prodigio; solo impose le mani a pochi malati" (Mc 6,5), per dire che la Fede non era all’appuntamento a Nazaret. Aumenta, Signore, la nostra fede. Buona giornata.
5 - Buongiorno per tutto il giorno; Mc 6, 7-13. Ogni volta che Dio chiama, è per una missione. Lo ha fatto con Abramo, con il popolo di Israele, con il profeta Giona, con gli apostoli e lo fa anche con noi. Il Signore ci invita a diventare discepoli del Vangelo, non di se stessi o di qualche altro ciarlatano. Chiede di farsi cassa di risonanza del Maestro venuto a curare lo spirito oltre che il corpo. La Buona Notizia non è affidata a navigatori solitari, né a dei fuoriclasse. Gesù li mandò a due a due (cfr. Mc 6,7). Il discepolo parlerà con la vita e con le labbra. Sarà quindi testimone. In questo Vangelo, Gesù non conta su strutture organizzative né sulle iniziative umane, ma sull'efficacia interna alla Parola. È Lui che parla attraverso i discepoli e che cambia il cuore degli uomini. Ma non stupirsi se c'è qualche fallimento, chiusura del cuore. Davanti al rifiuto, non si dovranno nutrire sentimenti di vendetta, ma si andrà a bussare ad altre porte (cfr. Mc 6,11). Gesù ci chiede solo di seminare. Altri raccoglieranno. Questo è lo stile di fede della Chiesa. E per svolgere bene la loro missione, c'è un altro stile, quello della leggerezza, della povertà: né pane, né sacca, né denaro. Soltanto la Parola (cfr. Mc 6,11-12). Gesù ci vuole nomadi dentro e liberi per portare dappertutto il Vangelo. Dove vive l'uomo, il Vangelo deve arrivare. Non c’è niente da conquistare, ma c’è solo da offrire. Il discepolo "converte e conquista il mondo" con la potenza del Vangelo e l’attrazione della vita. Obbedienti a Cristo, andiamo in missione. Buona giornata.
6 - Buongiorno a tutti; Mc 6, 14-29. Uccidendo Giovanni Battista, Erode pensava di averlo spento una volta per tutte. Era disturbato, infatti, dalla sua verità sul suo comportamento. Lo accusava pubblicamente di adulterio. La frettolosa decisione di farlo decapitare era la prova che era succube delle pressioni della concubina, moglie del fratello Filippo. Erodiade aveva abilmente giocato sulla sua fragilità e debolezza usando la bellezza e la danza della figlia (Mc 6,16-19.21-28). Gesù entra in scena ed Erode continua a tormentarsi. Il fantasma del Battista turbava i suoi sonni nelle parole del Maestro (Mc 6,14.16). Tanta viltà non spegne la voce del Battista che risuona nel commento dei concittadini, oltre che nell'indurita coscienza del tiranno. Ci sono dei potenti, ieri e oggi, che pensano di avere la storia tra le mani, illudendosi di poter determinare con la loro fantasia e vanità il destino della storia. Ma non sono meno nocivi i silenzi assordanti di quanti con il loro cuore indurito impediscono alla Parola di essere feconda. Il tragico destino del Battista prefigurerà quello di Gesù. Convertiamoci e vivremo meglio. Buona giornata.
7 - Buongiorno per tutto il giorno e buon fine settimana; Mc 6, 30-34. In questo brano, Gesù si rivolge ai suoi discepoli: “Venite in disparte, in un luogo deserto, e riposatevi un po’” (Mc 6,31a). Qui emerge un comportamento premuroso di Gesù nei confronti dei suoi apostoli. Pensa al loro riposo dopo le fatiche apostoliche. È anche premuroso nei confronti della folla. Ha compassione e insegna loro tante cose (Mc 6,34). Gli apostoli erano sommersi dalla gente. Non avevano neanche il tempo di mangiare (Mc 6,31b). Gesù lo nota e manifesta nei loro confronti una tenerezza di madre: “prendiamoci un po’ di riposo” (cfr. Mc 6,32). Per Gesù, l’armonia della persona viene prima di ogni qualsivoglia efficienza. A lui sta a cuore la serenità mentale dei suoi amici. Non chiede ai Dodici nuovi progetti, ma dà loro del tempo per ritemprarsi e recuperare. Ma ecco l’imprevisto: la barca accosta e la gente è già sulla riva ad aspettare (Mc 6,33). Gesù mette al sicuro i suoi e lui stesso si prende cura della folla (Mc 6,34). Invece di essere irritato per il riposo già programmato, ma rovinato dal nuovo raduno della gente, all'improvviso, il Maestro si rende ancora disponibile e ne prende cura. Dare attenzione ai fuori-orario, a quanti hanno una lacrima da asciugare o una gioia da condividere è un atto d’amore. Il bello è che si va da Dio senza dover prendere appuntamento. Siamo coscienti di questa grazia? Felice giornata.
8 - Buongiorno e buona domenica a tutti; Mt 5, 13-16. Dare sapore al mondo e illuminare l'umanità è la missione di ogni discepolo di Cristo. Voi siete il sale della terra... Voi siete la luce del mondo (Mt 5,13.14). Qualora il sale dovesse perdere il sapore non lo si può riciclare e non gli si possono restituire le proprietà perdute. Non rimane che gettarlo via perché è inutile (Mt 5,13). Il discepolo di Gesù è chiamato a dare nuovo gusto, sapore genuino al mondo. Se il cristiano perde la credibilità e venisse meno alla fedeltà al Vangelo, diventa inservibile. È doloroso solo pensarlo: un cristiano senza più sale viene calpestato dai passanti, deriso e umiliato (cfr. Mt 5,13c). Ha perso la sua funzione determinante. Noi siamo sale. Non importa il numero dei cristiani, ma conta di più la loro testimonianza credibile. Sbaglia chi vagheggia una società cristiana costruita sulla legge di Dio. Si, siamo sale. Non ci accontentiamo di una fede esteriore, di una appartenenza fiacca e svilita, di una Fede vissuta controvoglia. La Fede non può ridursi ad un affare privato. Il nostro credo non può attenuarsi nell'indifferenza. Se il discepolo non brucia d'amore, il mondo abitato morirà di freddo. La Fede e l'Amore distinguono il cristiano da altre persone. Se si vive il Vangelo con superficialità, non si può pretendere di dare sapore alla vita e alla storia. Siamo luce (cfr. Mt 5,14-15). Come cristiani battezzati, figli di Dio e membri della Chiesa di Cristo di cui la natura e vocazione è di illuminare il mondo (cfr. LG 1,§1), non possiamo nasconderci quando ci chiedono di dare la ragione della nostra speranza (cfr. 1Pt 3,15). Il nostro impegno missionario dev'essere noto. Se siamo veri cristiani luminosi, le tenebre del mondo spariranno. Felice domenica.
9 - Buongiorno; Mc 6, 53-56. Siamo ammalati, siamo peccatori. Vogliamo guarire. Dietro il raconto evangelico odierno si nasconde una serie d'incontri tra Gesù e la sofferenza umana. Toccare il lembo di Gesù è toccare la sua persona (cfr. Mc 6,56). Gesù è in Galilea. Tanti di quelli che hanno goduto delle sue guarigioni gli fanno pubblicità nonostante che egli cerchi di tenere nascosta la sua presenza. La gente ha capito il segreto: basta sfiorare il suo mantello. Chi lo fa guarisce, dice Marco (cfr. Mc 6,56b). La fede è “toccare” Gesù col cuore e non con le mani. Operando guarigioni, l'intento di Gesù è di far vedere che il Regno di Dio porta guarigione (Mc 6,55). Quel mantello, tessuto dalle mani della Beata Vergine Maria per proteggere il Figlio dai disagi del tempo diventa il segreto e la chiave della felicità. Chi di noi non è stato mai sfiorato da quel mantello attraverso una parola del Vangelo o una confessione liberatrice? Il Signore continua a passare nella nostra vita e continua a sfiorare anche singoli e popoli con il suo mantello. Pare che dica ancora a noi oggi: "non cercatemi solo per i prodigi del corpo" e non cercatemi per il cibo che perisce, ma adoperatevi per il cibo che dura per la vita eterna (cfr. Gv 6,27). Più gli si consente di andare in profondità, più ci risana e ci dà la vita. Il libro di Giobbe ci ispira e ci rassicura: “fa la piaga e la fascia, ferisce e la sua mano guarisce” (Gb 5,18). Buona e felice giornata.
10 - Buongiorno a tutti; Mc 7, 1-13. In questo racconto, Gesù comincia a minare i capisaldi della tradizione religiosa sorretto dalla sua autorità morale. Gesù vuole un atteggiamento religioso che non sia fatto solo di esteriorità. Le cose devono cambiare radicalmente. In realtà, Gesù non mette in discussione alcun caposaldo della fede di Israele, ma i nodi e i vincoli imposti dai Farisei. Il Erano oltre seicento precetti che ben poco avevano a che vedere con la Fede ma che i Farisei avevano imposto come forma di oppressione. Gesù contesta duramente quei precetti che nei secoli si erano aggiunti ai Comandamenti dati da Dio a Mosè sul Monte Sinai. Gesù non ci sta e chiarisce. Svela i loro pensieri e li ridicolizza (cfr. Mc 7,6). Ci invita a stare attenti a non soffocare la legge dell'Amore con precetti soltanto umani. Niente intristisce Gesù quanto l’ipocrisia, soprattutto di chi pensa di essere in regola con la legge di Dio, e si permette di opprimere chi è nel bisogno (cfr. Mc 7,6b-8). Il brano del Vangelo calza con la stagione che stiamo attraversando, stagione che ha decisamente il culto dell’apparenza (Mc 7,9) e di menzogna (cfr. Mc 7,13). Fingere con gli altri è sciocco, ma con se stessi è ancora più ridicolo. Cerchiamo di vivere nella sincerità e verità. Buona e serena giornata.
11 - Buongiorno per tutto il giorno; Mc 7, 14-23. Gli Scribi e i Farisei avevano creato un elenco di cibi proibiti, nato in un contesto di igiene, ma occasione per dividere il mondo in “buoni e cattivi”. Gesù, con una libertà interiore, mette tutto a nudo e afferma che non c'è nulla di esterno all’uomo che possa sporcare il suo cuore (Mc 7,15). Fa l'elenco di ogni sorta di contaminazione e di cose malvagie che provengono dall'interno (Mc 7,21-22). Gesù come Maestro non era simpatico ai Dottori della Legge e la sua pretesa di mettere in discussione le loro tradizioni gli attirano dei problemi. Gesù invita a distinguere le cose essenziali da quelle accessorie. Mettere tutto sullo stesso piano ingessa la Fede fino a spegnerla. Purezza o impurità vengono dal cuore umano, non dalle cose. Occorre vigilare sui pensieri e i comportamenti per mantenere un cuore sempre luminoso. Il pericolo è di vivere una Fede fatta di esteriorità, di formule espresse solo con le labbra. “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me", disse Gesù (cfr. Mc 6,7; Mt 15,8-9; cfr. Is 29,13). Gesù esorta di tornare alla religione del cuore annunciata dai profeti. Che la Fede non si impantani nella sabbia mobili delle prescrizioni poste davanti alla norma basilare dell'amore di Dio e del prossimo. Felice giornata.
12 - Buongiorno a tutti; Mc 7, 24-30. In questo brano, vediamo un miracolo che si compie oltre i confini di Israele. Una donna chiede aiuto a Gesù. È siro-fenicia, proveniente da un popolo di nemici. È pure di lingua greca, dunque pagana. Gesù la mette alla prova. Inizialmente si sottrae: “non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini”. I non-ebrei erano equiparati ad esseri di grado inferiore. La donna non si offende. Anzi, sembra dire: Signore, fai con le briciole un miracolo anche per noi, gli ultimi, i cuccioli (cfr. Mc 7,27-28). Gesù si commuove per tanta umiltà e tanta fede. La donna è convinta che pure i lontani siano cari a Dio e che non esistano figli di serie A e di serie B. La sua fede è cristallina anche se non è codificata. Lei invocava altri dei, ma ha Fede in Gesù. Per la sua grande fede, la donna siro-fenicia ottiene la guarigione e la liberazione dal male di sua figlia (Mc 7,29). In lei si rivela la tenerezza di Dio che ha a cuore ogni lacrima da qualsiasi volto stia sgorgando. Quando c'è fede, non ci sono limiti alla salvezza (cfr. Mc 7,26). La donna siro-fenicia non ha la conoscenza dei Dottori della Legge, ma ha la Fede delle madri che soffrono nella propria carne. Esse conoscono Dio dal di dentro. Così lei avverte che davanti a Dio, il dolore è una cosa sacra e non certo la razza o l’appartenenza religiosa. Sente che non c’è differenza tra sua figlia ed altre creature. E così una pagana «converte Gesù», venuto a salvare tutti i popoli. Nessuno è escluso dal suo amore, meno che meno i cuccioli e i poveri del mondo. Questo fatto aumenta la nostra fiducia in Dio. Felice giornata.
13 - Buongiorno per tutto il giorno; Mc 7, 31-37. Gesù è sconfinato. Non conosce barriere. Libera dai fili spinati e dai muri. Per Gesù e per i suoi, ogni terra straniera è patria (cfr. Mc 7,31). Gli portano un sordomuto che vive in una regione tra Tiro e Sidone. È prigioniero del silenzio e a lui Gesù vuol fare ritrovare l’ascolto e la parola. Lo pregano di imporgli le mani, ma Gesù fa di più (Mc 7,32-33). Lo prende sotto braccio, lontano dalla folla, gli regala comunione e avvia un dialogo di sguardi. Gesù preferisce stabilire un rapporto diretto, personale, cuore a cuore. Soltanto così potrà entrare in relazione profonda con quel malato. Emette un sospiro e dice: 'Effata’ che, in aramaico - dialetto di casa - significa “apriti”, come si apre una porta all'ospite, una finestra al sole (cfr. Mc 7,34). Apriti a Dio con le tue ferite, e Gesù ti risanerà. E subito gli si aprirono gli orecchi, gli si sciolse la lingua, e iniziò a parlare correttamente (Mc 7,35). Prima gli orecchi, poi la lingua. Sa parlare chi sa ascoltare. I presuntuosi stanno davanti allo specchio quando parlano, e così non incontrano che loro stessi. Non è così per chi ascolta. Gesù guarisce i malati per renderli liberi. “La Gloria di Dio è l'uomo vivente”, dice S. Ireneo. Dallo stupore, tutti diventeranno suoi discepoli per attrazione (Mc 7,37). Buona giornata.
14 - Buongiorno e buon sabato a tutti. Oggi è la festa dei Santi Cirillo, Monaco e Metodio, Vescovo, patroni d'Europa; Lc 10, 1-9. I due fratelli hanno evangelizzato la Polonia e la Moravia. Quello che è particolare è che inventarono un alfabeto per scrivere in lingua slava, tradussero la Sacra Scrittura e i testi della liturgia per il popolo slavo. Il loro modello di rispetto della cultura slava rimane un modello vivo per la Chiesa e per i missionari di tutti i tempi (Giovanni Paolo II, in Slavorum apostoli, 7). Il nostro brano del Vangelo è significativo per la festa di oggi. “Il Signore designò altri 72 e li inviò a due a due davanti a sé” con uno stile di povertà che deve fidarsi della provvidenza (Lc 10,1.4-8). Con questo gesto, Gesù affida alla chiesa il suo “sogno”. Non è sfida per pochi esperti, ma impegno di tutti i credenti, chiamati tutti ad offrire al mondo il Vangelo. Non solo 12, ma 72 discepoli. Luca è l’unico a sottolineare che l’intero popolo di Dio è inviato al mondo. La Chiesa è per natura missionaria. Si respira il clima di famiglia perché vanno a due a due. Ciò che annunceranno sarà credibile soltanto perché avvallato e confermato dalla testimonianza di un fratello. Non ci dev'essere protagonismo nella Chiesa e nessun solista, ma armonia di voci e gioco di squadra, per accogliere chiunque sia pronto a varcare la soglia del Regno. La missione è più grande di noi, più vasta delle parrocchie. Abbatte i muri, abbraccia i popoli e le culture, lingue e razze. Possiamo dire che è una perenne Pentecoste. Sgorga dal Padre, e a Lui fa ritorno. Guai a sentirsi indispensabili e insostituibili. Dobbiamo sapere solo che la Fede non ci appartiene e quindi, la missione è un affare e opera di Dio. Questa missione trova il suo alimento nella preghiera intensa e alla preghiera va sempre riportata. Il buon Pastore fu circondato da lupi, e sacrificò la vita per tutti ,(cfr. Lc 10,3). Non si meravigli dunque il discepolo se incontrerà qua e là prove e contrarietà. Gesù ricorda al suo discepolo che dev'essere soltanto fedele al suo insegnamento e alle sue direttive. Vivendo così, i discepoli possono essere liberi, acquisire la loro dignità, proclamare la prossimità del Regno e guarire ogni sorta di infermità (cfr. Lc 10,9). Auguri agli innamorati di Dio. Buona e serena giornata.
15 - Buongiorno e buona domenica a tutti. Le letture odierne parlano della Sapienza di Dio che si manifesta nell'osservare e praticare i suoi comandamenti. Se vuoi osservare i suoi comandamenti... se hai fiducia in Lui, vivrai (Sir 15,16). Il Signore ci ha creati liberi e ha messo davanti a noi la P possibilità di scegliere il bene o il male. Davanti a noi, c'è la vita e la morte. I suoi occhi sono su quelli che lo temono. A nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare (Sir 15,21). Questa sapienza orienta la vita di tante persone. Infatti, Dio ha stabilito questa sapienza prima dei secoli per la nostra gloria (1Cor 2,8). La sapienza di Dio nel Vangelo non è di abolire la Legge, ma di dare a questa il suo compimento. Gesù è stato mandato dal Padre per compiere la Legge e darne pienezza. Questa è la novità quando Gesù afferma: "Se la vostra giustizia non supererà quella degli Scribi e dei Farisei, non entrerete nel regno dei cieli (Mt 5,20). Bisogna quindi andare oltre, cioè, mettere sempre Dio al primo posto e la sua regola d'oro dell'Amore. Gesù ci ha indicato la via della felicità da percorrere con le beatitudini (Mt 5,1-12) e ha rivelato chiaramente ai suoi discepoli che loro sono il Sale della terra e Luce del mondo (Mt 5,13-16). Nel testo che segue questi due brani, ci sono quattro antitesi che conducono il comandamento alla sua totalità:
1) L'omicidio (Mt 5,21-26). Non ucciderai. Il superamento di questo è che non si deve adirarsi con il fratello, non dire al fratello stupido nè pazzo, riconciliarsi con il suo fratello e mettersi d'accordo con il suo avversario.
2) L'adulterio (Mt 5,27-30). Non commetterai adulterio. Il superamento è di non guardare una donna per desiderarla.
3) Il divorzio (Mt 5,32-32). Chi ripudia la propria moglie le dia un atto di ripudio. Il superamento è di non ripudiare la propria moglie per non esporla all'adulterio.
4) I giuramenti (Mt 5,33-37). Non giurerai il falso, ma dovrai adempiere verso il Signore i tuoi giuramenti. Il superamento è di non giurare affatto.
Gesù, interprete della legge antica ne è anche il promulgatore, il legislatore definitivo. Lui manifesta le intenzioni originali e ne realizza le dimensioni autentiche. La pienezza di cui parla l'evangelista Matteo rivela l'allusione simbolica di rispettare la legge anche nei minimi dettagli. Adempiendo tutto così, si può guadagnarsi il regno dei cieli. Felice domenica
16 - Buongiorno a tutti e buon inizio settimana; Mc 8, 11-13. Da questo brano, ci possiamo fare una domanda di fondo. Quanti segni servono per credere? Credere in Gesù è rinunciare ad esigere dei segni da Lui. La fede vera va oltre i segni. Gesù ha appena sfamato 4000 persone facendo uso di pochissimi pani e pesci. E prima ha guarito i muti e i sordi, i ciechi e gli storpi, i lebbrosi e gli indemoniati. Tutti gridano di gioia per la loro guarigione ritrovata. Ma pare non bastare. La gente vuole vedere i segni e pare vivere di segni per aderire a Gesù Cristo. Non minori conferme vengono anche richieste nella vita di coppia e nelle relazioni di amicizia. Per non parlare poi delle garanzie nella vita economica. Di quanti altri segni c’è ancora bisogno come se Dio dovesse apporre la firma dappertutto e la firma definitiva, come se dovesse esaudire tutti i desideri, pure futili e inutili? Gesù è sotto esame e resta perennemente sul banco degli imputati. Facendo così, non sboccia l’amore. Cercare delle prove e contro-prove è proprio una mancanza di fiducia, un segno di incredulità, di una non volontà nei confronti della fede in Lui. Perciò, Gesù si rifiuta di fare ulteriori segni (Mc 8,12). I segni sono come la rugiada, un dono dal Cielo. Non vanno richiesti, ma accolti. Ci vuole una disposizione interiore per capire i veri segni di Gesù. Tuttavia, Dio meriterebbe anche avere dei segni di amore da parte dei propri figli. È l’amore la risposta all’amore, non il dubbio o la diffidenza. La scarsa memoria dei benefici ricevuti rattrista Gesù. Dio ha riempito il mondo di segni. Quelli più grandi sono invisibili agli occhi. Solo chi ama li vede. Rimane al buio chi ha il cuore indurito dall’apatia. La conclusione del racconto dice tutto: "Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l'altra riva" (Mc 8,13). Chi ha orecchi per ascoltare ascolti e intenda. Buona giornata.
17 - Buongiorno per tutto il giorno; Mc 8, 14-21. Tra tante esortazioni di Gesù, questa è particolarmente rivolta ai suoi discepoli: non “guardatevi dal lievito dei Farisei” (Mc 8,15; Lc 12,1), dalla loro corruzione, ipocrisia e incredulità. I discepoli stanno attraversando il lago con la barca, è ora di pranzo e sono preoccupati. Si sono scordati di comprare il pane. Ne hanno uno soltanto (Mc 8,14). Il fatto li manda in panico nonostante che sulla barca ci sia Gesù, che più volte aveva dato prova di sfamare migliaia di persone pur con pochi pani (cfr. Mc 8,19-20). Gli apostoli “non lo vedono” perché il loro cuore è lontano e non è sintonizzato su di Lui. Gesù parlava loro del lievito dei Farisei, un lievito marcio, frutto di orgoglio. Loro invece temono un rimprovero perché non han preso il pane (Mc 8,16). Gesù faceva un discorso più interiore invitando a guardarsi dall’ipocrisia: cioè da una fede gretta, che si appoggia alle regole, al potere e al danaro (cfr. Mc 8,15b). Sono con Gesù dalla mattina alla sera, ma sono ancora lontani dalla sua logica di fidarsi. Si può essere nella stessa casa senza essere in comunione. Succede purtroppo. Gesù invita i discepoli ad investire sul lievito buono del Vangelo, che forgia all’onestà e alla trasparenza, esalta la vita e la fa crescere bene perché dia frutti di carità. In loro c’è ancora immaturità e mediocrità. C’è ancora strada da fare per diventare discepoli. Ma c'è una certezza: il cuore generoso è sempre oltre la meta e vince sempre la fiducia. Felice giornata.
18 - Buongiorno per tutto il giorno; mercoledì delle ceneri. Oggi iniziamo il cammino di Quaresima che ci porterà alla grande celebrazione della Pasqua del Signore. È un tempo di penitenza e di conversione, di perdono, dell'invito e dell'impegno per ritornare al Signore con tutto il cuore, tempo di combattimento contro lo spirito del male. Quaranta giorni sono regalati da Dio per rinnovarci, per lavorare sul nostro egoismo e orgoglio che ci allontanano da Dio. Si, la quaresima è un tempo di conversione che si esprime con i verbi "tornare", "cambiare marcia", "ricominciare". Il profeta Gioele riporta l'invito del Signore: "Ritornate a me con tutto il cuore" (Gl 2,12). Laceratevi il cuore e non le vesti" (Gl 2,13). E San Paolo apostolo che conosce il prezzo e l'importanza della conversione non si dà pace. Ai Corinzi lancia un appello: "Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio" (2Cor 5,20). Nel Vangelo di Matteo,(Mt 6,1-6.16-18), Gesù indica una via nuova di perfezione diversa dalla via che seguono i Farisei, paragonati agli ipocriti: porre gesti di preghiera, di penitenza e di carità (cfr. Mt 6,2.5.16) con tanta discrezione e umiltà per essere graditi a Dio. Lasciare che solo Dio possa apprezzare le nostre azioni è opera di sapienza. Lui vede nel segreto e ricompensa chi ha un cuore puro, retto e sincero (cfr. Mt 6,4.6.18). In questo cammino di Quaresima, ricordaci sempre, Signore, che siamo polvere e che in polvere ritorneremo. Convertiamoci dunque e accogliamo con gioia il Vangelo di Cristo, Parola che fa vivere e trasforma la vita. Felice giornata.
19 - Buona giornata a tutti; Giovedì dopo le ceneri; Lc 9, 22-25. In questo brano, Gesù dice ai suoi discepoli che dovrà soffrire molto, passare dalla passione e dalla morte per entrare nella gloria, per giungere alla risurrezione (cfr. Lc 9,22). Sarà lo stesso destino del discepolo che per salvare la sua vita deve prendere la sua croce dietro a Cristo (Lc 9,23-24). Dovrà seguire lo stesso itinerario del Maestro. Il brano evangelico odierno è uno dei testi più citati del Vangelo. Non significa però rassegnarsi perché tutti portano sulle spalle qualche croce. Non occorreva che Gesù possa avere parole consolatorie? Invece comunica qualcosa d'importante: la croce. Nei Vangeli, la croce rivela ben altri tesori. Il mondo ritiene la croce una sfortuna, una maledizione. Per Gesù invece, è una “scelta d’amore”. Dice pure a me: prenditi una croce e sostieni il mondo: “prendila”, però, non subirla! Per capire il senso dato da Gesù, occorre sostituire la parola “croce” con la parola “amore”. Se uno vuol stare con Gesù metta nelle cose che fa tutto l’amore di cui è capace, un amore che non costa, che non richiede anche fatica. Gesù di Nazaret sarà un Dio crocifisso per amore. Ecco la sua carta d’identità: “il Figlio dell'uomo dovrà soffrire molto..., venire ucciso e risorgere il terzo giorno” (Lc 9,22). Pasqua sarà la prova che Dio regala vita a chi dona amore. Non è un invito a patire, ma a rivoltare le zolle indurite del cuore e a farlo rifiorire. Amare, voce del verbo morire è uscire da sé, dare senza aspettative, volere la felicità altrui, rispettarne la storia, accompagnarlo nella vita. Questa è la vera felicità. Buona giornata.
20 - Buongiorno per tutto il giorno; Venerdì dopo le ceneri; Mt 9, 14-15. In questo brano, si parla del digiuno. Il digiuno non ha valore se non è un segno di rinuncia, di distacco dai beni materiali, di solidarietà e una via di salvezza. I discepoli non digiunano perché hanno capito che c'è qualcuno che vale più del digiuno e con il quale fare festa (cfr. Mt 9,15a). Nella tradizione ebraica il tema del digiuno era finalizzato a sollecitare, anche mediante la disciplina del corpo e dello spirito, la nostalgia del Messia. Per Israele, la funzione del digiuno si discostava da quella della Fede cristiana, volta a moderare le passioni e a soccorrere i bisognosi. Va recuperato il digiuno come attesa del ritorno glorioso del Messia, un cuore attento più che al fragile presente all’incontro ultimo e definitivo con il Signore Gesù. Il digiuno dalle carni va vissuto con sano discernimento. Istituito in anni in cui la carne era alimento da ricchi, è un invito alla sobrietà e alla solidarietà. Vanno evitate però le ipocrisie. Si può fare digiuno saltando un pasto o mangiando un panino come fanno tanti per necessità. Verranno, poi, i giorni in cui lo Sposo sarà tolto - dice Gesù (cfr. Mt 9,15). La lontananza dello Sposo dice la stagione del dubbio, della prova, ma la prova può trasformarsi in occasione di crescita. Il ritorno dello Sposo sarà festa piena. Dove ritrovare lo Sposo? Riscoprendo la Fede, attingendo all’Eucaristia il pane nutriente dei viandanti. Buona giornata.
21 - Buongiorno e buon fine settimana; Sabato dopo le ceneri; Lc 5, 27-32. Il tema di questo brano è la chiamata di Levi. Si chiama Levi, il pubblicano seduto al banco delle imposte. Sicuramente, dal suo incarico, era compromesso dall'ingiustizia. Gesù ne incrocia lo sguardo, ed ecco la parola che gli cambierà la vita: “seguimi”. Levi si alza e lo segue (Lc 5,27). Abbandona, grazie a quello sguardo e a quella parola di chiamata, la logica dell'avere. Corre dietro a Gesù alleggerito senza domandarsi neppure dove Gesù sia diretto. Non ci sono ragioni speciali per seguirlo. Gesù è l’unica ragione di vivere. Si convertirà perché ha visto Gesù “convertirsi” a lui con un amore mai provato. Gesù non condivide il suo peccato, ma la sua conversione che lo risana intimamente. La sua chiamata non inizia con sacrifici, ma con la gioia. Infatti la casa di Matteo si riempie di pubblicani, chiamati ben prima di essersi convertiti. Gesù mangia con Matteo e ora con me, e mi dice che l’incipit della salvezza non sta nei miei digiuni, ma nel mangiare con lui. Lui è medico e medicina. "Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori", dice Gesù (Lc 5,32). Merito dei peccatori? Nessuno. Dio non si merita, si accoglie solo. Gesù cerca il peccatore che è in me, è venuto a far sua la mia debolezza. Nessun lassismo, ma solo festa del peccatore che ha scoperto un Dio più grande dell’umana fragilità (cfr. Lc 5,30b). Quaresima è stata dipinta come fatica, come prova, come sacrificio. In realtà è un ritorno “a casa” in leggerezza. Buona e felice giornata.
22 - Buongiorno e buona domenica. Mt 4,1-11. Questo brano viene subito dopo quello che racconta il battesimo di Gesù da Giovanni Battista. Nel passo evangelico odierno, Gesù è tentato dal diavolo nel deserto. Non si lascia dominare dal suo nemico. Il deserto diventa per Lui un luogo di combattimento, ma anche di vittoria sul male. Gesù resiste a tutte le tentazioni suggerite. Non si lascia andare come l'aveva fatto Israele nel deserto (sal 94,8-9) e ne esce vittorioso. Ogni tentazione corrisponde ai desideri umani: di cibo, di vana gloria e di potenza. Ogni tentazione corrisponde dunque ai desideri dell'avere, della gloria e della dominazione o del potere. La prima vittoria sul tentatore è quella della Parola di Dio. Gesù attinge la sua forza nell'ascolto della Parola, una parola che rigenera alla vita: "Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca del Signore" (Mt 4,4). La seconda vittoria è la libertà di Gesù Cristo di fronte al tentatore. Il Succede che una piccola voce ci suggerisca di buttarci nel vuoto e ci roviniamo la vita. La risposta di Gesù al diavolo è ferma: "non tenterai il tuo Dio" (Mt 4,7). La terza vittoria è la fedeltà a Dio, l'unico che merita l'adorazione (Mt 4,9). In questa triplice tentazione corrisponde una triplice vittoria di Gesù sul tentatore. Gesù è consapevole di essere Figlio di Dio (Mt 4,3.6). Il tentatore non può metterlo in discussione. L'eleganza di Gesù nel rispondere al tentatore manifesta la sua superiorità su di lui. Gesù non è impressionato da niente e non gli importa né l'orgoglio, né l'apparenza, né la ricchezza. Di fronte alla fedeltà di Dio, rimanendo nella sua volontà, tutt'altra cosa diventa relativa. Non vendiamo la nostra anima al diavolo in cambio del cibo, dell'onore, del potere e della ricchezza. Buon combattimento a tutti e buon proseguimento del cammino verso Pasqua. Felice giornata e buona domenica.
23 - Buongiorno e buon inizio settimana, I sett. Quaresima; Mt 25, 31-46. In questo brano, trionfa l'amore, l'unica realtà che resterà per sempre e vincerà. "Tutto quello che avete fatto a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" ! (Mt 25,40). Il povero è come Dio, carne di Dio. La sua fame è la fame di Dio. I poveri sono stati sempre ridotti ad anonimato. Invece, per il Vangelo, il povero ha il nome di Dio. E se qualcuno sta male, è Dio stesso a star male. Dio ha legato la salvezza non ad azioni eccezionali, ma ad opere semplici, possibili a tutti; non ad opere di culto, ma al culto degli ultimi. Il nostro Dio è un Dio che dimentica i propri diritti e preferisce quelli di chi non conta. Gli archivi di Dio non sono pieni di peccati da tirar fuori nell'ultimo giorno, ma pieni di bicchieri d'acqua donati, di lacrime asciugate, di abbracci di consolazione fatti. Una volta perdonati, i peccati confessati bene sono azzerati da Dio. Non esistono più per Lui. Il tema del giudizio nel brano odierno non sarà il male commesso, ma il bene compiuto; non sarà l'elenco delle nostre debolezze, ma la parte migliore di noi; non sarà la zizzania trovata, ma il buon grano piantato nel campo. Ed ecco i condannati: la loro colpa non è di aver detto o fatto del male ai poveri, anche se non li hanno aggrediti. La colpa è semplicemente che non hanno fatto nulla per loro. Facilmente, tanti dicono: "non tocca a me". Il giudizio di Dio non farà che ratificare le scelte di vita di ciascuno di noi. Dirà a quelli che hanno chiuso il loro cuore: "Via, lontano da me maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli" (Mt 25,41). Via, lontano da me, voi che avete scelto di stare lontano dai poveri che sono i miei fratelli prediletti, nei quali mi identifico. Sarà una sentenza dura, ma meritata da quelli che si saranno chiusi nell'indifferenza totale di fronte ai bisogni o alla miseria del prossimo. Durante questo tempo di Quaresima, siamo invitati, non soltanto a fare l'elemosina (cfr. Mt 6,2-3), ma ad esercitare la vera carità. Buona giornata.
24 - Buongiorno per tutto il giorno; Mt 6, 7-15. Nel Vangelo odierno, Gesù ci ispira la preghiera ideale. Bisogna andare all'essenziale. La prima parola (Padre) dà il tono alla preghiera. È una preghiera intima, fiduciosa. Dio l'ascolta e la esaudisce. Nel deserto, serve essenzialità, l’acqua e il pane. La Parola e l’Eucaristia sono il nutrimento del discepolo. Cosa si fa in tempo di deserto? Si purifica la preghiera da quello che la può infettare. Vanno evitate esteriorità ed ipocrisia (cfr. Mt 6,5-6). Gesù insegna ai discepoli, lo spirito della Preghiera. La preghiera vera non spreca parole, non tira Dio per la giacca e se chiede, lo fa per gli altri prima che per se stessi. La preghiera produce frutti concreti: il perdono, la stima dell’altro, l’abbandono della critica. Nel caso contrario la preghiera diventa sterile. Pregare cementa inoltre la comunione con il Signore. Non è un tentativo di convincere Dio sulle proprie urgenze, ma di convincere se stessi sulla volontà del Signore. Bisogna confidare nella sua volontà. Perciò, non si mettono vincoli a Dio: né se, né ma... Con lui non si firmano assicurazioni sulla vita. Si fa come quando si ama: si ama e ci si fida. La vera preghiera è il "Padre nostro" (Mt 7,9). Gesù dà del "tu" a Dio e lo chiama Padre. Si respira a due polmoni: la lode a Dio (Mt 7,9-10) e la richiesta del necessario (Mt 7,11-13). La preghiera che arriva dritta al cuore di Dio è la confidenza: il massimo è restare in silenzio contemplativo davanti a Lui. E Lui provvederà tutto il resto per i suoi figli. Felice giornata.
25 - Buongiorno a tutti; Lc 11 29-32. La salvezza è presente alla generazione di Gesù, ma non è riconosciuta, perché è una "generazione malvagia" (Lc 11,29a). Giona è stato un segno per gli abitanti di Ninive e Gesù proclama di essere "il segno" della misericordia di Dio. Nel racconto evangelico di oggi, si alza un muro di diffidenza sulla persona di Gesù. Egli, conosciuto come il falegname di Nazaret, suscita grande entusiasmo da alcuni, ma lascia anche scetticismo nei cuori degli altri. Infatti, Gesù non è riconosciuto come il Messia dai Farisei. È accolto con entusiasmo da pubblicani e peccatori, ma non riesce a fare breccia tra i Capi religiosi in cerca di segni appariscenti (Lc 11,29b). Https Succede quanto era capitato a Ninive dopo la predicazione di Giona, e alla regina di Saba, attirata dalla saggezza di Salomone (Lc 11,29-31). Dio cambia solo il cuore di chi si riconosce peccatore. Bussa spesso alla porta dei lontani ed essi, all’apparenza spenti e avversi, fanno strada e fanno penitenza. Non così per i cosiddetti vicini. Sono rigidi. Fate attenzione ai discepoli di lungo corso: possono diventare sordi alla Parola. Sono anche capaci di alzare steccati e rifiutare Dio. Quanta resistenza c'è nel mondo oggi! C’è chi si sente migliore degli altri o almeno non peggiore di loro ed alza i muri di protezione della propria viltà. Gesù ci invita oggi a non inseguire segni eclatanti. In realtà, ci sono profeti come Giona che continuano a percorrere le nostre città distratte (Giona 3,4). Non mancano gli strumenti per dare accoglienza a Dio. “Ben più di Giona e di Salomone c’è qui...” (Lc 11,31b.32b). Infatti, c’è il Signore nella sua Parola e nell’Eucaristia. Lo desideriamo si o no?Buona giornata.
26 - Buongiorno per tutto il giorno; Mt 7, 7-12. Il cuore di Dio è sensibile alla preghiera dell'uomo. Il povero grida e Dio ascolta (sal 33,7). La preghiera è molto importante. È il respiro della vita. Funge da navigatore nel viaggio verso “casa”, orienta le scelte, dissoda la terra da ogni durezza e la rende feconda. È come un profumo attorno a noi. Ma bisogna pregare con fiducia e perseveranza (cfr. Mt 7,7-8). Il Signore ci dà tutto in quanto conforme alla sua volontà. Molti si chiedono che cosa si possa domandare quando si prega… In realtà, la preghiera è innanzitutto fiducia e comunione. Prima vengono gli abbracci, la lode a Dio e poi, se è necessario, vengono le richieste. Quali devono essere le priorità della preghiera? Prima di tutto, si deve chiedere per gli altri, i vicini e i lontani. Poi, si devono privilegiare le richieste che profumano di eternità (Mt 7,11). Perché le preghiere di alcuni sono esaudite e quelle degli altri no? La risposta ci è suggerita da Sant’Agostino: “non otteniamo perché chiediamo cose non buone, o perché si fa dipendere l'esistenza di Dio dalla loro concessione". È la sintesi del suo pensiero teologico sulla preghiera, è la grazia. In verità, servirebbe chiedere prima le cose essenziali e necessarie: la Fede, la misericordia, il pane che non marcisce. Altre saranno date in sovrappiù (cfr. Cercate il regno di Dio e la sua giustizia - Mt 6,33). Non è bene legare la Fede alle cose. Non avvenga che Gesù ci dica: “mi cercate non perché avete visto segni, ma perché avete mangiato dei pani” (Gv 6,26). Spesso si va a Dio non perché ci interessi Dio, ma perché ci dia ciò che ci interessa. Avviene dunque come in certe amicizie rette più che dall’amore, dai possibili ritorni. C’è una grazia anche nel non ricevere. Questo con aiuta a sintonizzarsi su un Dio “altro”, i cui progetti sono più grandi dei nostri perché attraversano sempre la croce. Portiamo a Dio il nostro cuore e le persone. La preghiera non si riduce a ripetute richieste. Basta uno sguardo e una contemplazione. Felice giornata.
27 - Buongiorno; Mt 5, 20-26. La legge di Dio è esigente. Non basta osservarla esteriormente. Bisogna praticarla nell'intimo del cuore. In questo passo evangelico, Gesù opera un salto di qualità: passa dalle regole della Legge mosaica alla religione del cuore, dalla fede del fare a quella dell’essere, ponendo al centro il sacrario della persona (cfr. Mt 5,21-22). Senza l'amore non vale nemmeno il culto a Dio (cfr. Mt 5,23-24). L'obiettivo del culto è il ritorno alla morale del cuore, luogo in cui si prendono le decisioni. Solo chi ha cura del cuore guarisce la vita. Egli risale a ciò che genera la morte o la vita. Non si uccide soltanto con la spada. Si fa del male anche con le parole e le offese. Infatti, infangare è uccidere (cfr. Mt 5,22b.c). Non basta sentirsi in regola con il fratello; serve la certezza che lui non provi astio verso di me. Se comprendo la necessità di mettere da parte meschinità e rancori e di amare con tutto il cuore, avrò allora capito tutto e avrò la vita eterna (vv. 23-24). Gesù non fa sconti sull'amore al fratello. Lui ha scelto la morte più infamante - la crocifissione - per amore. Perciò, non concepisce una fede che sia una finzione o una maniera di porsi solo davanti a Dio. O la fede cambia il proprio comportamento o non è vera. Dio non gradisce un culto slegato dalla vita. E Gesù lo ribadisce: la preghiera, specie quella pubblica, deve essere trasparenza della vita privata. Si capisce allora la frase introduttiva di Gesù nel brano evangelico odierno: "Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei Farisei, non entrerete nel regno dei cieli" (Mt 5,20). Felice giornata.
28 - Buongiorno a tutti e buon fine settimana; Mt 5, 43-48. Nel libro del Levitico si legge: “siate santi come io, il Signore vostro Dio, sono santo” (LV 19,2). Gesù, con identico significato, dice: “Siate perfetti come il Padre è perfetto” (Mt 5,48). Lasciatevi modellare da Dio. È un invito ad aprire porte e finestre perché il suo amore trovi casa. Il Vangelo bussa, e se gli viene aperto, la gioia fiorisce. Gesù chiede amore pure per i nemici perché Dio non ha nemici, ma soltanto figli, ed invita ad essere come Lui che fa piovere su giusti e ingiusti (Mt 5,45). Perdonare poi anche chi non sa che farsene del nostro perdono, amare chi ha rotto i ponti, ed eliminato i contatti, è vero amore. Non disperare mai di nessuno. Bisogna sperare sempre e comunque. Per pensare come Gesù vanno eliminati gli ostacoli che intasano il canale interiore e impediscono all’acqua viva di scorrere e defluire. La meta è diventare perfetti come il Padre celeste (Mt 5,48). Non significa quanto Dio, ma nello stile di Dio che fa sorgere il suo sole su buoni e non buoni (Mt 5,45). Dio offre opportunità anche ai ribelli e ai fuori orario. Non spranga le porte, né seleziona meritevoli e non. La sua porta rimane aperta. Più volte abbiamo visto sorgere il sole su persone date per morte: è bastato spezzare loro il pane della Parola e come per incanto la vita è rifiorita anche per loro. Felice giornata.